<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958</id><updated>2012-02-16T06:43:02.595-08:00</updated><category term='donadoni'/><category term='Cardini'/><category term='cavisano'/><category term='2a 0'/><category term='top ten'/><category term='europa'/><category term='gamberini'/><category term='thai boxe'/><category term='champions'/><category term='cessione'/><category term='liverpool'/><category term='zingari'/><category term='tecnologia'/><category term='Napoli'/><category term='europei'/><category term='America'/><category term='firenze'/><category term='storia'/><category term='Cina'/><category term='giuseppe rossi'/><category term='artemio franchi'/><category term='rom'/><category term='convocazioni'/><category term='piazza Savonarola'/><category term='nazionale'/><category term='toni'/><category term='computer'/><category term='Tibet'/><category term='camorra'/><category term='abbigliamento'/><category term='fiorentina'/><category term='super10'/><category term='mutu'/><category term='ateneo'/><category term='Gomorra'/><category term='muay tahi'/><category term='italia'/><category term='felpe'/><category term='gilardino'/><category term='università'/><category term='cannavaro'/><category term='francia'/><category term='milan'/><category term='olanda'/><category term='malfad'/><category term='finale'/><category term='magliette'/><category term='corvino'/><category term='rugby'/><category term='treviso'/><category term='locali'/><category term='chioschino'/><category term='innovazione'/><category term='vargas'/><category term='jovetic'/><category term='buffon'/><category term='Prandelli'/><category term='campionato'/><category term='lezioni'/><category term='boicottaggio'/><title type='text'>Marco Conti</title><subtitle type='html'>Blog personale di Marco Conti di Firenze.
Nato a Bagno a Ripoli il 24 agosto 1987 attualmente frequenta la facoltà di medicina e chirurgia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>22</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-1583540568785277594</id><published>2009-10-12T06:57:00.001-07:00</published><updated>2009-10-12T06:59:57.109-07:00</updated><title type='text'>un po' di musica!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=KrkwgTBrW78"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=KrkwgTBrW78&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-1583540568785277594?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/1583540568785277594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=1583540568785277594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1583540568785277594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1583540568785277594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/10/un-po-di-musica.html' title='un po&apos; di musica!!!'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-3278345439947268931</id><published>2009-10-03T18:34:00.000-07:00</published><updated>2009-10-03T18:36:36.381-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='computer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ateneo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>Le tecnologie non servono</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-988" title="cavallotroia1" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2009/10/cavallotroia1-200x300.jpg" alt="cavallotroia1" height="255" width="170" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le tecnologie non servono. &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Per una buona didattica, le tecnologie non servono.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo il dovere di dirlo forte e chiaro. Abbiano il dovere di urlarlo ad alta voce.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nessuno strumento didattico ha mai fatto la differenza tra le cose fatte bene e quelle fatte male.&lt;br /&gt;Se continuassimo a tessere l’elogio acritico del potere salvifico delle tecnologie, creeremo solo degli illusi, prima,  e dei delusi, poi.&lt;br /&gt;Un bravo insegnante, quello che è in grado di dare un valore aggiunto alla propria didattica usando le tecnologie, sa far bene il suo mestiere ancor prima dell’uso delle tecnologie.&lt;br /&gt;L’insegnante mediocre non migliorerà di certo il suo insegnamento usando le tecnologie. Mediocre era e mediocre rimane. Con o senza le tecnologie.&lt;br /&gt;A nulla valgono le litanie che si sentono sempre più di frequente in convegni, corsi, chiacchierate: le tecnologie non sostituiscono l’insegnante, le  tecnologie sono solo degli strumenti e l’importante è come si usano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ovvietà, banalità … concordo C *&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dette oggi, sembrano più un maldestro tentativo di rimediare ad un approccio approssimativo se non fallimentare, che un approccio riflessivo-critico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Queste affermazioni andavano fatte cinque, dieci anni fa quando si cominciava a parlare di tecnologie a scuola, quando sono iniziate anche le prime mistificazioni intorno alle tecnologie nella didattica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A quel tempo i &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;piazzisti di tecnologia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; dovevano vendere il prodotto senza se e senza ma, novelli venditori porta a porta di lozione per capelli.&lt;br /&gt;Nessun  dubbio doveva essere instillato, nessun distinguo doveva esser fatto, nessuna cautela doveva essere suggerita altrimenti gli insegnanti, già titubanti ad ogni innovazione per natura, avrebbero avuto buon gioco a resistere anche a questa “innovazione”.&lt;br /&gt;Adesso che la terza onda di insegnanti (complici le LIM e  le Classi 2.0) si sta abbattendo, come uno tsunami, nel mercato delle speranze e delle illusioni tecnologiche va fatto, responsabilmente, un discorso chiaro che non illuda nessuno, affinché nessuno creda di trovare scorciatoie ad un serio, duro, lungo, a volte frustrante, lavoro di sviluppo professionale.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;Basta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, anche, con lo slogan  che vede le tecnologie  come il &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;cavallo di Troia &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;del miglioramento e dell’innovazione. Si entra nella città da espugnare per la porta principale, alla luce del sole. Con sotterfugi non si va tanto lontano.&lt;br /&gt;Anche perché non vedo tanti Ulisse tra quelli che si affannano a costruire il fantomatico cavallo.&lt;br /&gt;L’unica cosa sensata che si può fare, oggi, a proposito di tecnologie e didattica è &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;dimenticare le tecnologie&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, di fare come se non esistessero. Di non parlare più di tecnologie come strumenti a sé stanti. Di non iniziare nessun discorso “sulle” tecnologie, di non fare nessun progetto di (pseudo) innovazione con il focus sulle tecnologie.&lt;br /&gt;Bisogna ri-partire dalla didattica e dall’apprendimento; da un problema di insegnamento o, meglio, di apprendimento; da un obiettivo … e nel loro contesto trovare – se del caso – un ruolo per le tecnologie.&lt;br /&gt;Tutto il resto è mistificazione, è apologia di innovazione,  è pura illusione.&lt;br /&gt;A meno che non si voglia fare una riedizione di “prendi i soldi e scappa”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;———&lt;br /&gt;Queste riflessioni mi sono state provocate da  riflessioni e testimonianze di C., insegnante e collega in “&lt;a href="http://lascuolachefunziona.ning.com/" target="_blank"&gt;La scuola che funziona&lt;/a&gt;” a seguito della sua partecipazione ad un evento che solo sprovveduti ed ingenui possono definire “di alto livello”, evento che – accanto a qualche raro elemento di pregio – ha segnato il trionfo della banalità e del luogo comune intorno alla didattica con le tecnologie.&lt;br /&gt;Un’ennesima prova che le tecnologie nella didattica sono spesso, oggi, un pretesto per tanti parrucconi e furbacchioni per fare gli interessi di bottega, e per rinforzare le rendite di posizione.&lt;br /&gt;Questo sia detto con il massimo rispetto per quei pochi che, anche all’università, la prendono seriamente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fonte : http://www.giannimarconato.it&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-3278345439947268931?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/3278345439947268931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=3278345439947268931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3278345439947268931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3278345439947268931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/10/le-tecnologie-non-servono.html' title='Le tecnologie non servono'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-1705750498611081002</id><published>2009-09-30T11:10:00.001-07:00</published><updated>2009-10-03T18:45:22.242-07:00</updated><title type='text'>ADDIO MATTEO</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-1705750498611081002?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/1705750498611081002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=1705750498611081002' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1705750498611081002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1705750498611081002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/09/addio-matteo.html' title='ADDIO MATTEO'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-3052829591710042568</id><published>2009-09-30T10:56:00.000-07:00</published><updated>2009-09-30T11:00:51.776-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiorentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2a 0'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liverpool'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='jovetic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='artemio franchi'/><title type='text'>Oggi si è scritta la storia.. grazie Fiorentina!</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;IMpossibile non commentare questo avvenimento!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unici, incredibili, fantastici. Esaltati dal catino infuocato che è il Franchi questa notte di inizio autunno. Una serata così la puoi solo sognare, la vuoi solo godere. Il Liverpool in bambola. I reds in ciampanelle. La Fiorentina che vola sulle ali del bel gioco, della fantasia e dell'efficacia. La Fiorentina che schianta gli inglesi con un uno-due da Ko.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;Jovetic fuoriclasseggia, Mutu stringe i denti e rincorre tutti. Marchionni è una lepre che nessuno riesce a prendere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;div&gt;&lt;img alt="33014(2)" src="http://www.fiorentina.it/foto/33014%282%29.jpg" style="text-align: justify;" align="left" border="0" hspace="13" vspace="7" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;Vargas proietta chili di muscoli sulla sua corsa devastante. Montolivo è meglio di Gerrard. Zanetti è sugli scudi di una prestazione fantastica. Comotto è uno stantuffo. Gobbi scherza gli inglesi facendogli sparire palle gol stile Silvan. Dainelli e Gamberini sono i giganti sulle sponde del fiume che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;fermano i campioni d'Albione. Frey è una saracinesca. Prandelli non sbaglia una mossa mandando in campo l'onnipresente Jorgensen, il tignoso Donadel. Regala infine  la grande passerella al giovine De Silvestri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;Per trovare termini credibili di paragone bisogna tornar con la memoria alle più belle prove della Fiorentina del passato. Ma non solo, anche alle epiche sfide, vinte da un'italiana, del grande calcio europeo. Una gara perfetta con l'avversario più forte e glorioso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;Partite come questa restano nella storia, riappacificano i nemici, amnistiano gli insorti. Riuniscono le città divise. Gare come questa fanno e restano nella storia di una città. Rendono Firenze una città unica - come recitava uno striscione stanotte sugli spalti del Franchi - con un amore unico. La Fiorentina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:small;"  &gt;Grazie ragazzi! GRAZIE FIORENTINA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: www.fiorentina.it&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-3052829591710042568?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/3052829591710042568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=3052829591710042568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3052829591710042568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3052829591710042568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/09/oggi-si-e-scritta-la-storia-grazie.html' title='Oggi si è scritta la storia.. grazie Fiorentina!'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-9220110269386310257</id><published>2009-09-30T10:53:00.000-07:00</published><updated>2009-09-30T10:56:36.288-07:00</updated><title type='text'>DEDICATA AD UN' AMICA CHE PARTE</title><content type='html'>&lt;span class="testo"&gt;Che amica sei&lt;br /&gt;non tradirmi mai&lt;br /&gt;gli amori vanno tu resterai&lt;br /&gt;Che amica sei&lt;br /&gt;chiama quando vuoi&lt;br /&gt;se hai bisogno di ridere un po'&lt;br /&gt;Passa il tempo volando&lt;br /&gt;noi aspetteremo qui&lt;br /&gt;tra un segreto e l'altro&lt;br /&gt;fidati di me&lt;br /&gt;io mi fiderò di te&lt;br /&gt;e stare ore a parlare&lt;br /&gt;e raccontarsi di noi&lt;br /&gt;io ti sto vicina&lt;br /&gt;non sarai sola mai&lt;br /&gt;Che amica sei&lt;br /&gt;vuoi scappare dài&lt;br /&gt;andiamo lontano,&lt;br /&gt;non lo faremo mai&lt;br /&gt;Che amica sei&lt;br /&gt;non cambiare mai&lt;br /&gt;se chiedo una mano&lt;br /&gt;so che ci sei&lt;br /&gt;Passa il tempo volando&lt;br /&gt;noi aspetteremo qui&lt;br /&gt;tra un segreto e l'altro&lt;br /&gt;fidati di me&lt;br /&gt;io mi fiderò di te&lt;br /&gt;e stare ore a parlare&lt;br /&gt;e raccontarsi di noi&lt;br /&gt;io ti sto vicino&lt;br /&gt;non sarai sola mai&lt;br /&gt;Passa il tempo volando&lt;br /&gt;noi aspetteremo qui&lt;br /&gt;tra un segreto e l'altro&lt;br /&gt;fidati di me&lt;br /&gt;io mi fiderò di te&lt;br /&gt;e stare ore a parlare&lt;br /&gt;e raccontarsi di noi&lt;br /&gt;io ti sto vicino&lt;br /&gt;non sarai sola mai&lt;br /&gt;sola mai&lt;br /&gt;che amica sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PASSA IL TEMPO VOLANDO .... NOI TI ASPETTEREMO QUI ....  A PRESTO BIANCA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!-- google_ad_client = "pub-2633654272685046"; //336x280 Testo, Angolo google_ad_slot = "4272446527"; google_ad_width = 336; google_ad_height = 280; google_ad_type = "text"; //--&gt;&lt;/script&gt; &lt;script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"&gt; &lt;/script&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/expansion_embed.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script&gt;google_protectAndRun("ads_core.google_render_ad", google_handleError, google_rend&lt;/script&gt;&lt;ins style="border: medium none ; margin: 0pt; padding: 0pt; display: inline-table; height: 280px; position: relative; visibility: visible; width: 336px;"&gt;&lt;/ins&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-9220110269386310257?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/9220110269386310257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=9220110269386310257' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/9220110269386310257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/9220110269386310257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/09/dedicata-ad-un-amica-che-parte.html' title='DEDICATA AD UN&apos; AMICA CHE PARTE'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-8801338454627036925</id><published>2009-04-02T10:41:00.001-07:00</published><updated>2009-04-02T10:58:10.237-07:00</updated><title type='text'>LA RAGIONE AVEVA TORTO ???</title><content type='html'>Riflesiioni sul libro di Massimo Fini&lt;br /&gt;Ripartendo dal discorso sulla scolarizzazione mi è venuto in mente il libro di massimo fini " la ragione aveva torto? ".&lt;br /&gt;Un libro fuori dagli standard, un pensatore veramente incredibile che tratta il tema della scolarizzazione e degli ANALFABETI proprio nel capitolo 4.&lt;br /&gt;Vi consiglio di leggerlo perchè non è asolutamente facile riassumere il suo pensiero.&lt;br /&gt;La tesi è che gli analfabeti " dell' ancien regime" fossero molto meno analfabeti culturalmente delle masse scolarizzate di oggi.&lt;br /&gt;"La tecnologia ha portato un' evidente disarmonia, un distacco enorme fra l'uomo e i mezzi di cui dispone .&lt;br /&gt;Questi sono molto più avanti di lui.&lt;br /&gt;il fatto che noi usiamo strumenti che sono il prodotto di un altissima cultura scientifica e tecnologica non significa affatto che siamo al livello di quella cultura.&lt;br /&gt;tutt' altro .Anche il puro bruto può schiacciare il telecomando d'un televisore . la massaia non sa nulla delle conoscenze scientifiche contenute nella lavatrice automatica . io salgo su un aereo , ma ho solo la vaghissima idea del suo funzionamento .&lt;br /&gt;E così via fino agli oggetti apparentemente più semplici  : un portacenere di plastica come prodotto finito è elementare , ma il processo di lavorazione che ha comportato  è complesso e ci è ignoto .&lt;br /&gt;Ed ecco una prima sorprendente constatazione : noi  conosciamo il mondo che ci sta attorno molto meno dell' analfabeta dell' antico regime  il quale aveva una totale padronanza degli strumenti di cui si serviva , era all' altezza della cultura che li aveva prodotti."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L' eccesso di informazioni ha una conseguenza paradossale : la lenta circolazione di idee-base, le idee forza , circolano lentamente perchè trovano l'ostacolo nell' enorme produzione d'informazione.&lt;br /&gt;E' stato roberto VAcca , nel suo "medioevo  prossimo venturo" , a notare che la pubblicazione di centomila periodici tecnici e scientifici l' anno rallentava in modo notevole l'interscambio delle idee portanti"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-8801338454627036925?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/8801338454627036925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=8801338454627036925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/8801338454627036925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/8801338454627036925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/04/la-ragione-aveva-torto.html' title='LA RAGIONE AVEVA TORTO ???'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-1133973419737345541</id><published>2009-03-28T03:56:00.000-07:00</published><updated>2009-03-28T04:15:35.961-07:00</updated><title type='text'>COLTIVARE LE CONNESSIONI.</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La comunità nell' era di internet!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Attualmente stiamo assistendo ad una crescita sicuramente esponenziale di internet, anche nei paesi più poveri del mondo sta arrivando la rete.&lt;br /&gt;E' questione di qualche anno e sicuramente prima del mangiare a molti sarà fornito un comodissimo computer( o simili) con tanto di connessione internet, per poter navigare ed entrare in contatto con il resto del mondo.&lt;br /&gt;Siamo nella società della comunicazione! NEssuno può stare seza comunicare, il piccolo segreto il grande avvenimento o il problema personale devono essere raccontati a più persone possibile, e internet in questo sta aiutando!&lt;br /&gt;La società capitalista ha insegnato a vivere per se stessi per il proprio guadagno, ma quasi in una involontaria ribellione la gente necessità di comunità.&lt;br /&gt;Comunità una parola che può essere vista sotto numerose sfaccettature e su cui potremmo discutere molto.&lt;br /&gt;Adesso intendo comunità come necessità degli individui di unirsi , nell' antichità la piazza, l' agorà era luogo di ritrovo adesso dove il ritmo di vita è più frenetico e le giornate sono dettatie dal lavoro non resta che creare una piazza virtuale dove poter andare anche per pochi istanti al giorno senza bisogno di muoversi da casa o dall' ufficio.&lt;br /&gt;Le persone si trovano ad essere in questà società così rapida e specialistica che perdono di vista quelli che dovrebbero essere i valori fondamentali , riducendo spesso l' amicizia ad uno scambi di dialoghi su facebook( non che abbia nulla contro facebook anzi )&lt;br /&gt;la società moderna poi richiedendo conoscenze sempre più conoscenze specifiche esclude l'uomo dalla possibilità di entrare in contatto con la natura e con il mondo che lo circonda.&lt;br /&gt;la scolarizzazione e la specializzazione hanno ridotto l' uomo a saper fare una cosa e niente più!&lt;br /&gt;un operiaio monta solo un pezzo di una machina ( e non sa montare gli altri ) addirittura i medici che fanno solo un tipo di operazione nella loro vita che per le altre sono costretti a mandare ad altri.&lt;br /&gt;Si è perso il gusto dell' artigiano che intagliava le propeir opere dall'inizio alla fine, del medico che curava i suoi pzienti in tutto conoscendoli quasi dalla nascita.&lt;br /&gt;E oltre a questo devo ammettere che è vero che si sono perse tante conoscenze di basi molto utili alla vita... tutti sanno che i promessi sposi sono stati scritti da Manzoni ma magari non sanno che il muschio sugli alberi nasce a nord o come si fa il pane!&lt;br /&gt;Ma Manzoni nella vita di tutti i giorni a cosa serve?&lt;br /&gt;La domanda che mi faccio è questa: la grande vittoria di mandare tutti a scuola è stata davvero un arricchimento o un impoverimento per la nostra società!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-1133973419737345541?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/1133973419737345541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=1133973419737345541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1133973419737345541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1133973419737345541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/03/coltivare-le-connessioni.html' title='COLTIVARE LE CONNESSIONI.'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-1461383766328577036</id><published>2009-03-18T14:04:00.000-07:00</published><updated>2009-03-18T14:11:39.957-07:00</updated><title type='text'>Delicious.....</title><content type='html'>Effettivamente delicious sembrerebbe uno strumento molto interessante... ora non ho potutto ancora approfondire troppo l' argomento avendolo installato da poco ma a me pare che superi di gran luga la voce "preferiti " disponibile su explorer, se non altro perchè si va a poter creare una "biblioteca" da poter riutilizzare in qualsiasi momento per ricerche di varia natura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-1461383766328577036?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/1461383766328577036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=1461383766328577036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1461383766328577036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1461383766328577036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2009/03/effettivamente-delicious-sembrerebbe.html' title='Delicious.....'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-5492930897893315630</id><published>2008-11-20T00:17:00.001-08:00</published><updated>2008-11-20T00:17:13.325-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Né destra, né sinistra. Intervista a Franco Cardini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23/09/2008&lt;br /&gt;1. Professor Cardini, qual è la sua opinione sul conflitto russo-georgiano?&lt;br /&gt;Da ormai molto tempo il governo georgiano aveva fatto la sua scelta: schierarsi con l’ “Occidente”, accedere all’Unione Europea e insieme (un’ “accoppiata” ormai considerata come naturale e necessaria, e che a me sembra demenziale) alla NATO. Non desidero entrare sulle ragioni dell’antichissimo rancore dei georgiani nei confronti della Russia zarista, dell’Unione Sovietica e della Russia egemone della CSI. Molte di tali ragioni sono ineccepibili, qualcuna sacrosanta. Ma è non meno indubbio che da oltre un secolo Russia e Georgia sono straordinariamente legate tra loro, oltre a connessioni storico-antropologiche ancora più antiche. Come non c’è dubbio che i migliori cespiti economici georgiani (il vino, i prodotti agricoli, il turismo balneare sul Mar Nero, quello invernale in Caucaso) avevano nel mondo russo il principale referente e il cliente privilegiato. D’altro canto, non meno importante era e resta la questione dei confini e della loro reciproca sicurezza, così come quella delle minoranze dell’area caucasica. La Russia è stata costretta a difendersi da una preoccupante strategia d’accerchiamento: la NATO (quindi gli USA) hanno piazzato dappertutto sui confini russi missili a testata atomica, dalla Polonia alla Bulgaria alla Romania alla Georgia stessa. Una provocazione intollerabile: in termini diplomatici “tradizionali”, un casus belli.&lt;br /&gt; 2.  Secondo lei l’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti della Russia è stato equilibrato?&lt;br /&gt;Una battuta, per cominciare. Qualche mese fa, in occasione della crisi kossovara, i governi europei e soprattutto la stragrande maggioranza dei mass media dei nostri paesi, con qualche sfumatura, non ebbero pudore ad abbracciare immediatamente la causa dell’indipendenza degli albanesi-kossovari dalla Serbia-Yugoslavia. Ma la situazione del Kosovo albanese era ed è del tutto parallela e speculare rispetto a quella dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud. Con quale spudoratezza, ora, si abbraccia con altrettanta sicurezza la causa del microimperialismo etnico georgiano? Perché quel ch’era pochi mesi valido, a nostro avviso, per i kossovari albanesi non deve esserlo, ora, per abkhazi e osseto-meridionali?&lt;br /&gt;Ma la spiegazione di queste miserie logiche sta purtroppo nella politica.  Come Lei sa, non esiste l’Europa: esiste l’Eurolandia, la Terra dell’Euro governata da organizzazioni come la Banca Centrale Europea, delle quali gli organi politici (Consiglio d’Europa, Commissione Europea, parlamento Europeo ecc.), tutti in ambiguo rapporto con i vari governi nazionali europei che non hanno mai voluto rinunziare a una parte della loro sovranità per costituire una Federazione o una Confederazione vera e propria, sono poco più che dei “comitati d’affari”.  L’Unione Europea non ha né una politica estera, né una forza militare comune: ha quindi risposto alla recente crisi caucasica come negli Anni Novanta aveva risposto a quella balcanica e pochi mesi or sono a quella kossovara. Cioè malissimo, prendendo sostanzialmente ordini dagli  Stati Uniti tramite la NATO.  Il che non è strano, considerato che l’Europa è occupata e controllata da un esercito straniero e gode pertanto di sovranità limitata (oltre 100 basi militari statunitensi o NATO nella sola Italia: concorriamo alle loro spese di mantenimento, ma non le controlliamo).&lt;br /&gt;Quella europea è stata comunque una politica forse obbligata, comunque sconsiderata,  radice della quale è il pregiudizio che l’Europa debba schierarsi sempre e comunque con “l’Occidente” contro la Russia. In realtà, l’Europa avrebbe semmai  molti e validissimi motivi politici, storici, culturali, economici e produttivi (e penso anche al petrolio e al metano) per stabilire stretti rapporti proprio con la Russia.&lt;br /&gt;3. A suo avviso il conflitto tra Russia e Georgia potrebbe essere la scusa che l’amministrazione Bush cercava per bombardare l’Iran?&lt;br /&gt; Rovescerei la domanda: non credo ci sia dubbio che la sconsiderata politica di Bush e dei suoi satelliti, l’accerchiamento della Russia, serva al tempo stesso a piazzare basi che al momento opportuno potrebbero colpire lo stesso Iran. Quelle georgiane erano, a quanto sembra essere emerso anche da rapporti di osservatori internazionali, appunto  deputate anche a questo ruolo. Una politica aggressiva che lascia interdetti per spregiudicatezza, imprudenza e prepotenza.&lt;br /&gt; 4. Passando a tutt’altro argomento, Professor Cardini, lei in gioventù è stato iscritto al Movimento Sociale Italiano e poi alla Giovane Europa, il movimento transnazionale di estrema destra fondato da Jean Thiriart. Al giorno d’oggi si sente ancora un uomo di “destra”?&lt;br /&gt; E’ sempre stato difficile, ma ormai è impossibile definire sul serio che cosa siano la “destra” e la “sinistra”. Aveva ragione Giorgio Gaber.&lt;br /&gt;Comunque, per quanto riguarda certe mie opzioni, specie in politica socioeconomica, a parte l’essere di destra o di sinistra, io mi sono sempre sentito, e da parecchi anni, piuttosto di stare a sinistra; e mi succedeva del resto già quando ero un giovane missino. Eppure, non mi sono mai granché inalberato quando mi definivano “di destra”, e mi succede ancora di tollerarlo, magari replicando con qualche distinzione a mio avviso legittima.&lt;br /&gt;Cercherò di spiegarmi. “Destra” e “sinistra” hanno una lunga e complessa storia, dalla fine del XVIII secolo ad oggi: e che la destra valuti soprattutto la “persona” laddove la sinistra privilegia “l’individuo” e “le masse”, che la destra sia per la “comun ità” e la sinistra invece per la “società” (la famosa dicotomia di Tönnies), che la destra privilegi la “libertà” e la sinistra “l’eguaglianza” ( o quanto meno la “giustizia”), che la destra sia per il radicamento e la nazione e la sinistra per il cosmopolitismo e l’internazionalismo, che la destra sia “conservatrice” e la sinistra “progressista”, sono coppie d’opposti tutte plausibili ma in fondo lasciano il tempo che trovano: e, nel concreto processo storico, vengono sovente disattese e contraddette. Era di sinistra Guevara, e magari perfino Stalin? Era di destra Peron, e magari perfino Mussolini? Allora, Tanto vale tornare al cane che è di destra e il gatto di sinistra, al bagno in vasca che è di destra e la doccia di sinistra.&lt;br /&gt; Quanto a me, per dire la verità, io mi sono sentito sempre “di destra” esclusivamente nel senso che mi ha  insegnato tra 1958 - quando l’ho conosciuto – e 1966 - quando la tubercolosi contratta in guerra l’ha portato via -, uno dei miei più cari Maestri, Attilio Mordini, studioso tradizionalista, cattolico e terziario francescano. Per Mordini, essere “di destra” aveva un senso metafisico, metastorico e metapolitico: significava, per ogni uomo, ancorarsi alla propria Tradizione, le scaturigini della quale sono sempre divine. Mordini, filologo e filosofo del linguaggio, insegnava che le lingue hanno origini non “naturali” e “umane”, bensì metafisiche e sacrali; e che ogni Tradizione è sacra e ogni popolo, ogni gruppo umano storicamente qualificato deve tenersi fedele alla propria. Le Tradizioni dialogano senza dubbio,  e sono portatrici tutte di una Verità analoga, anzi omogenea. Ma non spetta agli uomini trovare la chiave di questa analogia, di questa omogeneità: per quanto non sia illecito cercarla con gli strumenti del sapere gnostico o di quello mistico. La Tradizioni, tutte collegate tra loro, non comunicano orizzontalmente tra loro, bensì verticalmente, in Dio. Era lo stesso insegnamento di Nicola Cusano. Nella tradizione occidentale, la fedeltà alla Tradizione si traduceva, storicamente, nella fedeltà ai valori cristiani, gerarchici e solidaristici dell’Europa prerivoluzionaria: quindi nell’opposizione rispetto ai due massimi nemici di essa, l’individualismo e il culto del danaro per il danaro, del progresso per il progresso. Il punto è che, sul piano storico, almeno dalla metà dell’Ottocento la “destra” si è sviluppata, come “luogo” d’una tendenza politica, proprio come vocazione all’individualismo, alla produzione e gestione della ricchezza, alla venerazione del progresso: danaro e progresso sentiti non già come mezzo bensì come fine, ma un fine che per sua natura escludeva qualunque altri fini e non fissava neppure un termine per se stesso. Individualismo e meccanismo produzione-profitto-consumo come mète costanti ma inesauribili del genere umano. Rispetto a questa “destra” liberale, liberista, progressista, materialista (anche se cristiana sotto il profilo formale), la Destra tradizionalista non può che sentirsi agli antipodi: anzi, sovente molto più vicino ad alcune aree della sinistra, le quali propongono obiettivi almeno in superficie e in apparenza più vicini a lei, quali il rispetto delle culture folkloriche, il solidarismo, la giustizia sociale. Il Cristo Re della Destra e il “Cristo socialista” di certe aree della sinistra si somigliano tra loro almeno quanto consenta ad entrambi di riconoscersi nella lotta contro l’Anticristo turbocapitalista; e se l’Anticristo turbocapitalista affascina alcune Chiese cristiane storiche, tanto peggio per quelle Chiese. Vi sono poi idee come quella di “Nazione”, nata alla fine del Settecento “a sinistra” (per fronteggiare il Trono e l’Altare) e finite “a destra”, ma in un tipo di “destra” che, dall’esperienza bonapartista al saintsimonismo  al socialismo utopistico (soprattutto Sorel) al sindacalismo rivoluzionario, è sempre stata permeata di valori sociali. Il fascismo, per esempio, è nato da questi valori, anche se essi forse non si sarebbero mai “innescati” nella storia senza la tragedia della falsa e ingiusta pace di Versailles del 1918.&lt;br /&gt; Quanto a me, ogni uomo ha la sua storia. Sono arrivato al MSI in calzoni corti, tredicenne, nel 1953: erano i tempi di Trieste italiana; poi ci sono rimasto a causa del 1956 e della sollevazione ungherese. La mia educazione cattolica e l’amicizia stretta con il gruppo di Attilio Mordini mi hanno subito vaccinato da liberismo, nazionalismo e giacobinismo, i pericoli della pur schizofrenica destra neofascista missina; l’antisemitismo, eredità ambigua e rivoltante dell’ultimo fascismo, mi è sempre stato estraneo e l’ho sempre avvertito come  repellente (anche quando, prima dell’affare Eichmann, in realtà se ne parlava pochissimo), grazie soprattutto sia appunto alla mia educazione cattolica, sia al magistero di Attilio Mordini che aveva intrapreso con grande ammirazione lo studio della Kabbalà, era membro di un’associazione fiorentina d’amicizia cristiano-ebraica e  profondamente radicato nella rivendicazione dell’eredità ebraica come seme fecondo del cristianesimo. Semmai, dell’esperienza fascista m’interessavano le “fronde”, che sovente avevano inclinato verso simpatie socialiste, anarchiche o addirittura comuniste; penso soprattutto all’esperienza di Berto Ricci e a quello che uno studioso contemporaneo ha definito il suo “fascismo impossibile” (a mia volta, ho preferito chiamare quella mia esperienza adolescenziale un “fascismo immaginario”).  Condividevo questi gusti e queste tendenze con un piccolo gruppo di amici. A questo ambiente di margine, ma culturalmente vivo e fecondo, debbo ovviamente l’uscita nel 1965 dal MSI e l’incontro – nell’ambito del gruppo europeista di Jean Thiriart – con la complessa e contraddittoria produzione  intellettuale dei “fascisti” francesi, “fascisti” senza dubbio alquanto  a modo loro e in molti modi tra loro differenti e opposti; e, tra tutte quelle forme, la più vicina e congeniale alla mia formazione fu il “socialismo fascista” ed europeista di Pierre Drieu la Rochelle. Ho ormai superato da oltre un quarantennio  queste forme d’ispirazione e di sollecitazione, ma riconosco che ad esse debbo ancora molto: anzitutto il mio radicale, incrollabile, rigoroso europeismo. E’ ovvio che questa Unione Europea, burocraticamente oppressiva e politicamente inesistente, non mi piaccia: ma a contribuire alla costruzione di un’autentica  Patria Europea non rinunzierò mai.&lt;br /&gt; 5. Lei si ritiene anticapitalista?&lt;br /&gt;Ho già risposto implicitamente poco fa. Sono decisamente solidarista e apprezzo la dottrina sociale della Chiesa; se non sapessi che il socialismo è in realtà qualcosa di molto di più e di molto diverso rispetto a una semplice teoria socioeconomica, non esiterei a definirmi socialista. Ciò dichiarato, debbo tuttavia aggiungere che come forma storico-sociale il capitalismo, quando e nella misura in cui accetta di farsi “civico” (secondo del resto la “classica” indicazione di  John StuartMill), può convivere e collaborare ad esempio con lo “stato sociale”, dimensione politica e istituzionale che una seria e sana destra politica dovrebbe difendere strenuamente, come sua ultima vera ridotta, contro l’offensiva delle lobbies multinazionali senza volto, senza patria e senz’altro  scopo che non sia il profitto.  Mi sembra invece che la stessa sinistra stia abbandonando questo spalto, correndo dietro ancora una volta – è fenomeno frequente negli ultimi anni – alla destra nella politica delle “privatizzazioni”, della quale in genere diffido e che in alcuni casi specifici mi sembra davvero sconsiderata.&lt;br /&gt;6.      Crede che la debacle elettorale della sinistra radicale (ma anche dell’estrema destra) alle ultime elezioni politiche sia il frutto dell’americanizzazione della società italiana?&lt;br /&gt;Premesso che è bene non nasconderci dietro a un dito e non tacere che la débacle delle “estreme” radicali (nel senso etimologico dell’aggettivo) è stata causata anche dalla miseria del livello dei loro quadri dirigenti ed esecutivi, è chiaro che è un po’ così: anche se esiterei a chiamarla, riduttivamente, “americanizzazione”. Il fatto è che oggi le società civili e le opinioni pubbliche dei vari paesi europei sono ridotte a larve miserabili, a sacche vuote prive di qualunque informazione sulla realtà che le circonda e di qualunque aspirazione: che poi esse siano preoccupate dai segni della crisi incipiente, è prova ulteriore della loro vuotezza. Dinanzi al fallimento gigantesco del turbocapitalismo, che sta già avanzando a gran passi e che si annunzia ovviamente come crisi che colpirà prima e soprattutto i ceti più fragili,  si sta reagendo o con la totale “demobilitazione delle masse” (al contrario di quel che facevano i grandi totalitarismi del XX secolo), con l’anestetizzazione totale a base di culto delle libertà individuale e dei consumi nonché di forti dosi di “società-spettacolo” e di “politica-spettacolo” che riducono i cittadini a spettatori e a consumatori, oppure con le colossali e ben congegnate campagne imbonitrici che mettono in guardia contro pericoli inesistenti (caso-limite il terrorismo islamico) e ne assumono anzi il pretesto per la riduzione delle libertà civili effettive (si pensi allo scandaloso Patriot Act negli Stati Uniti). E’ chiaro che una società così condizionata “serra al centro”, nell’illusoria sicurezza della “pace” e della “sicurezza”, magari demonizzando qualunque prospettiva alternativa, trattata da “male assoluto”. Destra e sinistra finiscono con il somigliarsi, propongono entrambe “rilancio”, “ripresa” e appunto  “pace” e “sicurezza”, e si tengono a galla offrendo ai poteri che davvero contano (le varie lobbies) i servigi di un “comitato d’affari” costituito da uno staff politico e parlamentare oligarchico, garantito da competizioni elettorali sempre più addomesticate (si pensi alle ultime elezioni politiche in Italia, con liste “blindate” dalle singole segreterie e quindi un parlamento designato da ciascuna di esse, per quanto poi formalmente legittimato da un fiacco voto popolare). I politici divengono in tal modo sempre più la cinghia di trasmissione dalla volontà delle lobbies finanziarie e imprenditoriali alle sedi del potere legislativo ed esecutivo incaricate di elaborare e legittimare provvedimenti in linea con gli interessi di quelle stesse lobbies.&lt;br /&gt;7.      Qual è la sua opinione sulla xenofobia e sul razzismo? Secondo lei è motivata la paura della cosiddetta “invasione islamica”, tesi sostenuta da vari movimenti della destra radicale e dalla Lega Nord?&lt;br /&gt;La xenofobia (cioè la paura del “diverso”, dell’ “estraneo”, è fenomeno che infallibilmente si verifica, in varia misura, nelle società coinvolte in rapidi e massicci fenomeni di mutamento sociodemografico: si fonda su istinti in fondo “naturali” e, a piccole dosi, è come i germi del morbillo o della scarlattina: finisce col creare una lieve infezione che alla lunga ha effetto immunizzante. Se le dosi si fanno massicce o i tempi di esposizione al contagio si fanno intensi, il discorso cambia. Sappiamo bene, da molti e illustri esempi storici, che la “paura dell’Altro” (l’ebreo che ti seduce la donna, il marocchino che ti ruba il lavoro e così via…) servono da tempo come alibi per impedire che la gente si renda conto con maggior chiarezza e precisione delle peraltro complesse dinamiche sociali che dominano i processi storici in tempi di crisi. Un esempio. I gruppi di estrema destra o della Lega Nord sono sostanziosamente finanziati  da vari anni, tra l’altro, da imprenditori di pochi scrupoli i quali chiudono (contro la legge) le loro fabbriche in Italia, vanno a riaprile in luoghi dove la manodopera è molto più a buon mercato (la Romania, l’Albania ecc.) e in questo modo sottraggono – cioè, letteralmente, rubano – lavoro agli italiani e al tempo stesso si arricchiscono sfruttando la sottopagata manodopera euro-orientale: dopo di che, hanno interesse a che i responsabili della rarefazione del lavoro in Italia siano identificati negli extracomunitari. E’ d’altronde un dato obiettivo che l’alto afflusso di extracomunitari clandestini crea ogni sorta di problemi e concorre a far crescer varie forme di microdelinquenza. Si deve lottare contro questi fenomeni con rigore: e le leggi al riguardo ci sono; se non ci sono, si possono sempre fare. Chi parla al riguardo di “tolleranza zero” esprime un parere assurdo: dal momento che dovrebbe essere sottinteso che, nei confronti di qualunque forma di delinquenza, la tolleranza in un stato di diritto deve per forza essere sempre “zero”. Quanto all’invasione islamica, semplicemente: non esiste. In Italia, paese di sessanta milioni di abitanti, i musulmani non sono nemmeno un milione: dunque non arrivano al 2% , di cui circa 10.000 (vale a dire l’1% di loro) sono italiani convertiti, che per il fatto di essere diventati musulmani non hanno certo cessato di essere “occidentali”. Molti di questi musulmani sono cittadini italiani, magari da poco, hanno casa, famiglia, lavoro; altri sono immigrati in regola con la legge. Una minoranza tra loro fa attività sociale, culturale, e in pochi e ristretti casi (noti e controllati) anche proselitistica. Da sette anni, cioè dall’indomani dell’11 settembre del 2001 a oggi, i casi di musulmani fermati per attività terroristica si contano sulle dita delle mani, e sono stati poi quasi tutti regolarmente rilasciati senza che al loro carico emergesse un minimo d’indizio concreto. Nel nostro paese, non c’è mai stato alcun attentato che sia stato fatto risalire a una matrice “islamico-fondamentalista”. Ci sono imprenditori musulmani e qualche intellettuale musulmano, ma non mi sembra che la loro attività sia particolarmente presente sul nostro territorio. A che cosa allude chi parla dei “minareti” che andrebbero a “disturbare” il nostro paesaggio? Di moschee con minareto, in Italia c’è solo quella di Roma, che non disturba un bel niente: anzi, è architettonicamente apprezzabile. Il paesaggio lo hanno distrutto da mezzo secolo a questa parte i nostri speculatori: basti vedere come sono ridotti alcuni tratti del nostro litorale e alcune nostre periferie cittadine. Io vado a messa ogni domenica: ma, siccome per il mio alvoro mi muovo molto, frequento differenti chiese in varie città d’Italia. Non mi è mai capitato, in tanti anni, di trovarmi davanti a un picchetto di musulmani che distribuisse materiale proselitistico. Le nostre tradizioni si vanno autodistruggendo, è vero: ma si tratta di un processo lungo, iniziato da molto tempo. L’Islam non c’entra. Le tradizioni non si distruggono dall’esterno, franano sempre dall’interno. Del resto, l’islamofobia è un po’ passata di moda: i centri che la promovevano ora hanno interessi di altro genere, guardano alla Russia e alla Cina. Sempre cercando il Nemico Metafisico da sbattere in prima pagina per impedire alla gente di accorgersi che il vero pericolo, il vero nemico, s’identifica con quelle forze che ormai da anni gestiscono il turbocapitalismo e la speculazione finanziaria; quelle stesse che, ora che il petrolio sta esaurendosi, sono già partite addirittura all’appropriazione e alla privatizzazione dell’acqua.&lt;br /&gt;8. L’intellettuale transalpino Alain de Benoist ha sostenuto molte volte del concetto di Impero. Secondo de Benoist la crisi dello Stato Nazione, troppo grande per rispondere alle aspettative quotidiane della gente e troppo piccolo per far fronte alle problematiche che si sviluppano oramai su scala planetaria, richiederebbe di ripensare l’Europa in termini Imperial-federali. Qual è la sua opinione sul tema dell’Europa Imperiale?&lt;br /&gt; “Impero” è una gran bella parola, ma temo che la gente la confonda con il suo pseudosemiomonimo, “imperialismo”, che al contrario è bruttissima. L’empire, c’est la paix, diceva Napoleone III: ma alludeva alla repubblica retta da un monarca e da una dinastia in quanto garanzia contro il disordine. Oggi, intenderei la parola “impero” – in armonia del resto con i suoi esempi storici, o alcuni fra essi: l’impero romano, la “monarchia di Spagna” – nel senso di un’auctoritas suprema e indiscussa che sia giudice e regolatrice d’una pluralità di soggetti diversi tra loro, ciascuno retti da proprie istituzioni e armonicamente conviventi. In questo senso, l’ “impero” sta all’esatto opposto delle compagini magari eterogenee, ma tenute insieme dall’autorità e dalla forza di uno stato egemone, che naturalmente tende a gestirne politica ed economia secondo i suoi interessi. “Europa Imperiale” è un’altra bella espressione: sarebbe stato l’ideale – credo sostenuto in buona fede – da Napoleone: un’unione di differenti nazioni sotto l’egida di una potenza garante e protettrice che però accetti di non giocare (magari passato il momento della necessaria emergenza) un ruolo egemone. Ma quel disegno si è infranto ancora prima di Waterloo: è morto nelle pianure russe e tra le cannonate della battaglia di Lipsia. Una potenza egemone è comunque necessaria, di solito, a creare formazioni federali o confederali: si pensi alla storia dell’Italia e della Germania nell’Ottocento, con i loro Piemonte e Prussia. Ma, fenomenologicamente, non è sempre detto. Anche Hitler aveva un’idea “napoleonica” dell’”Europa Imperiale”, l’idea alla quale fu guadagnato Drieu La Rochelle: ma il suo impero era senza dubbio più nettamente e pesantemente egemonia germanica di quanto Napoleone non concepisse l’egemonia francese. Thiriart, neobonapartista e anche un po’ filohitleriano (quanto meno sotto il profilo del suo europeismo), pensava in termini un po’ astratti a una “Europa-Nazione”.  Ma il suo concetto era rozzamente elaborato e stoticamente poco realistico: gli statunitensi possono pensare a se stessi come alla “Nazione americana”, ma i singoli states hanno una storia diversa, più breve e fragile di quelli europei; e c’è inoltre un sostanziale monolinguismo, valore importantissimo. Pensare a un’ “Europa-Nazione” è impossibile. Credo si possa invece pensare ad essa come a un Grossvaterland  che sintetizzi e riassuma, senza annullarli, i vari Vaterländer  nazionali o anche etnici. Ma per questo è necessaria una struttura federale o confederale: l’Unione Europea non è nulla di tutto questo: e non lo sarà mai finché i singoli stati non si decideranno a creare una vera  compagine istituzionale cui affidare, cedendola, una parte dei poteri detenuti fino ad oggi dai singoli governi, soprattutto in politica estera e nella difesa. Senza leggi federali valide dappertutto, una comune politica estera e un esercito comune, non si costruisce alcuna unità né federale, né confederale. Nell’Unione Europea attuale – che non è “dei popoli”, bensì “dei governi” – di davvero comune c’è solo la moneta. Necessaria, fondamentale: ma non sufficiente.&lt;br /&gt; 9. Qual è la sua opinione sullo Stato d’Israele?&lt;br /&gt;Sia chiaro anzitutto che quanto ho detto circa la mia ammirazione per l’ebraismo, che avverto come profondamente intrinseco al cristianesimo, non influenza in alcun modo – a parte un’istintiva simpatia – il mio giudizio sullo stato d’Israele. Ho anzi più volte criticato, a anche con durezza, le scelte di questo o di quel governo israeliano. Ciò premesso, la mia visione favorevole a Israele necessita di una presentazione storica sintetica, ma tale da non lasciar adito a malintesi.&lt;br /&gt;Lo stato d’Israele è nato da un lungo e tenace sogno, quello del movimento sionista dell’Ottocento: un movimento nazionalista come tanti ce n’erano in quell’età romantica ch’è stata l’età del nascere delle nazioni contemporanee. Tale sogno è divenuto gradualmente realtà in seguito a una serie di congiunture che si debbono conoscere, se si vuol farne seriamente la storia: il favore dell’impero ottomano che aveva tutto l’interesse, tra Otto e Novecento, a una qualificata colonizzazione dell’area palestinese (e i coloni sionisti erano ottimi: corretti, colti, pagavano puntualmente le terre che compravano e gli stipendi che corrispondevano ai lavoratori arabi, aiutavano spesso le popolazioni locali, erano ben visti); l’appoggio di una parte consistente dell’ebraismo della diaspora; il sostegno di molti governi europei.&lt;br /&gt;Tuttavia, la fine dell’impero ottomano con la prima guerra mondiale, l’atteggiamento ambiguo delle potenze europee cointeressate a quell’area (Francia e soprattutto Inghilterra), il sorgere d’un nazionalismo arabo deluso dalle promesse non mantenute d’unità nazionale avanzate soprattutto dagli inglesi stessi – e ben presto tradottosi anche in un sentimento d’inimicizia nei confronti dei coloni ebrei, tra l’altro sentiti come “occidentali” complici degli inglesi, il che fra l’altro non era vero -, l’emergere di un forte e inaspettato antisemitismo politico in Europa e infine la tragedia della shoah mutarono fortemente il quadro di armonico sviluppo d’una comunità ebraica coloniale che si apprestava a cercare nuovi sbocchi istituzionali nei quali inquadrare la sua compagine. La cattiva coscienza europea  dopo l’olocausto e il pericolo costituito, per le potenze occidentali, dagli stati arabi che con l’insorgere della “guerra fredda” si andavano orientando in senso sempre più occidentale, determinarono un accelerarsi della situazione: la ricerca di equilibrio fra i coloni ebrei e i residenti palestinesi – musulmani o cristiani che fossero – insediati nella zona, cedette il passo nel ’48 – dopo preoccupanti avvisaglie che già si erano avute negli Anni Venti e Trenta – a un precipitare della situazione. La comunità ebraica, tempestivamente, si eresse in “stato d’Israele”; i palestinesi, divisi e disorientati, forse anche mal consigliati, non vollero o non seppero fare altrettanto, confidando tra l’altro in una “solidarietà araba” che nel tempo si sarebbe rivelata inefficiente o fallace.  Israele seppe crearsi una sua solida compagine statale e militare, anche appoggiata dalle rimesse di denaro dell’ebraismo “della diaspora” e, almeno dopo la guerra del 1967, dal costante appoggio diplomatico degli Stati Uniti che le fornì la copertura diplomatica necessaria a consentirle di disattendere quelle risoluzioni delle Nazioni Unite che le avrebbero impedito di raggiungere una continuità territoriale garantita dai “presidii” di due aree non annesse al territorio metropolitano d’Israele, bensì “occupate”, i territori galileo-samaritano-giudaici, cioè i cosiddetti “territori occupati”,  addossati al Giordano (con il relativo controllo idrico), e le alture del Golan. Tutto ciò, pagando il prezzo di quello che alcuni giovani storici “revisionisti” israeliani hanno definito “il peccato originale d’Israele”: l’espulsione sistematica degli  abitanti palestinesi da alcune terre, che va peraltro giudicata alla luce di un movimento qualitativamente e quantitativamente diverso ma speculare: la cacciata (senza risarcimento dei beni sequestrati) di molti ebrei, all’inizio della crisi israeliano-palestinese, dai paesi arabi nei quali essi avevano posizioni e assi patrimoniali sovente di rilievo: Egitto, Giordania, Siria, Iraq. Altro elemento d’inciampo: la “legge del ritorno”, secondo la quale qualunque ebreo del mondo (nato cioè da madre ebrea) è naturaliter cittadino d’Israele, solo che lo voglia. Se, in ipotesi assurda, tutti i circa trenta milioni di ebrei della diaspora decidessero di usufruire questa legge e rientrare in Israele, basterebbero frontiere dal Nilo all’Eufrate all’Oronte per ospitarli tutti?&lt;br /&gt;Credo pertanto che oggi il diritto d’Israele a vivere e a mantenere il suo posto tra le libere nazioni del mondo sia definitivamente, irreversibilmente acquisito e innegabile: al punto che lo stesso chiedersi se esso sussista è assurdo.  Ne sono sempre stato un convinto sostenitore, come ho dimostrato in tutti i miei scritti (richiamo in special modo l’Introduzione al libro edito anni fa dalla Dedalo di Bari e la monografia Gli ebrei, popolo eletto e perseguitato). Tale diritto va però corroborato con l’instaurazione di una vera e solida pace, impossibile dopo un conflitto durato ben oltre mezzo secolo senza il soddisfacimento delle legittime richieste della comunità palestinese ormai eretta in Authority amministrativa, ma non ancora in stato indipendente e sovrano. Queste  richieste danno luogo a un contenzioso riassumibile in quattro punti: 1. Spartizione della città di Gerusalemme, cui né israeliani, né palestinesi vogliono né possono rinunziare (anche se in realtà i palestinesi si acconterebbero di una porzione modesta e periferica di essa; a parte, resterebbe da esaminare il problema dell’internalizzazione dei Luoghi Santi non ebraici, cioè cristiani e musulmani: che però  interessa il solo ristretto perimetro della città storica); 2. Ridistribuzione del territorio isrealiano-palestinese in modo che, con modestissimi ritocchi e mantenendo a Israele i territori acquisiti dal 1948 a oggi, si possa garantire la necessaria e indispensabile continuità territoriale al futuro stato palestinese; 3. Ristabilimento di un corretto confine tra i due stati con relativa libertà di circolazione per i molti palestinesi che lavorano in Israele, eliminazione appena possibile del “muro” e soluzione del problema costituito dalle colonie ebraiche clandestine insediate in territorio palestinese; 4. Attuazione di un piano economico-finanziario di risarcimento delle famiglie tanto ebraiche quanto palestinesi che hanno perduto la casa, la terra e gli averi dal 1948 ad oggi (con relativo abbandono delle pretese di “ritorno”, comprensibili e perfino toccanti, ma inattuabili). Per l’attuazione di questo piano generale, sarebbero necessari la mediazione e l’impegno (anche economico) della comunità internazionale tutta. E’ un’esigenza costosissima, nonché lunga e difficile da attuarsi. Ma finché non l’adotteremo il teatro israeliano-palestinese sarà preda degli opposti fondamentalismi e la malapianta del terrorismo, che si alimenta del disagio nato da quella situazione, non sarà sradicata.    &lt;br /&gt;E’ ovvio che una franca, aperta e irreversibile accettazione del diritto d’Israele a vivere liberamente e pacificamente  implica il diritto della comunità internazionale a dialogare correttamente e serenamente con essa. Israele deve accettare oggi appieno il suo ruolo di paese mediterraneo e vicino-orientale, entrando in franco e leale colloquio con i paesi confinanti e controllando con cura le tentazioni, che al suo interno sono forti, di atteggiarsi a “sentinella avanzata dell’Occidente”. Allo stato attuale delle cose, il sostegno unilaterale statunitense di cui essa ha in molti casi goduto le ha impedito di sviluppare un’attività diplomatica aperta anche in altre direzioni; e ciò, unito al fatto ch’essa è l’unica potenza nucleare di tutta l’area, ha creato uno stato di tensione, di disagio e di sospetto che non può costituire la base d’una pace durevole. Questi sono alcuni dei problemi di cui la società civile occidentale dovrebbe prendere concretamente atto, se non vuole ridurre il suo assenso o il suo dissenso nei confronti della politica israeliana a un atteggiamento non troppo dissimile da una questione di tifo calcistico. Il problema non è essere “pro” o “contro” Israele, bensì prendere atto di concrete questioni e chiedersi come potrebbero essere risolte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-5492930897893315630?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/5492930897893315630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=5492930897893315630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/5492930897893315630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/5492930897893315630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/11/n-destra-n-sinistra.html' title=''/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-1651466576597580967</id><published>2008-10-04T02:03:00.001-07:00</published><updated>2008-10-05T02:50:26.268-07:00</updated><title type='text'>link</title><content type='html'>ho trovato un sito divertente er ascoltare i tipi di battito del cuore !&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.med.ucla.edu/wilkes/inex.htm"&gt;http://www.med.ucla.edu/wilkes/inex.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-1651466576597580967?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/1651466576597580967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=1651466576597580967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1651466576597580967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/1651466576597580967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/10/inizia-anatomia-umana-2.html' title='link'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-2130472677366909572</id><published>2008-09-28T07:34:00.000-07:00</published><updated>2008-10-05T02:49:09.748-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muay tahi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='thai boxe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firenze'/><title type='text'>Inizia una nuova avventura</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SN-WuyfQAoI/AAAAAAAAAaI/rOpe_zZHG_o/s1600-h/muay-thai.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251081421108281986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 166px; CURSOR: hand; HEIGHT: 158px" height="256" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SN-WuyfQAoI/AAAAAAAAAaI/rOpe_zZHG_o/s320/muay-thai.gif" width="257" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La Muay Thai (in &lt;a class="mw-redirect" title="Lingua tailandese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_tailandese"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;lingua tailandese&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; มวยไทย) nota anche come Thai Boxe o Boxe Tailandese, è uno &lt;a title="Sport da combattimento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sport_da_combattimento"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;sport da combattimento&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che ha le sue origini nella &lt;a title="Mae Mai Muay Thai" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mae_Mai_Muay_Thai"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Mae Mai Muay Thai&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, antica tecnica di lotta thailandese. La Mae Mai Muay Thai studia combattimenti sia con le armi che senza ed era utilizzata dai guerrieri thailandesi in &lt;a title="Guerra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;guerra&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, qualora&lt;/span&gt; avessero perso le armi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Mitologia tradizionale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;Essendo tramandate in origine oralmente, le storie legate alla Muay Thai sono spesso circondate di un alone &lt;/span&gt;&lt;a title="Leggenda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggenda"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;leggendario&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;. Una importante leggenda popolare racconta che &lt;/span&gt;&lt;a class="new" title="Nai Khanom Thom (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nai_Khanom_Thom&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Nai Khanom Thom&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, principe ereditiero del regno del Siam nell'attuale &lt;/span&gt;&lt;a title="Thailandia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thailandia"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Thailandia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, fu fatto prigioniero dai &lt;/span&gt;&lt;a title="Birmania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;birmani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;; si guadagnò la libertà impressionando il &lt;/span&gt;&lt;a title="Re" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Re"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;re&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; birmano, battendo a mani nude dieci tra i guerrieri birmani più forti. Alcune versioni sostengono che egli abbia vinto, oltre alla sua &lt;/span&gt;&lt;a title="Libertà" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libert%C3%A0"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;libertà&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, anche quella di tutti i prigionieri che erano con lui.&lt;br /&gt;Questa leggenda mostra come per chi pratichi la Muay Thai la figura di Nai Khanom Thom rappresenti lo spirito stesso del combattente, del Nak Muay: colui che non si arrende davanti alle avversità e che con coraggio e determinazione domina gli eventi. La tradizione ha fissato quel &lt;/span&gt;&lt;a title="Giorno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;giorno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; al &lt;/span&gt;&lt;a title="17 marzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/17_marzo"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;17 marzo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, che è diventato il giorno della Muay Thai.&lt;br /&gt;Un altro sorprendente personaggio della tradizione Thai è il cosiddetto "Re Tigre", il cui vero nome era &lt;/span&gt;&lt;a class="new" title="Pra Chao Sua (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pra_Chao_Sua&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Pra Chao Sua&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;. Si racconta che durante il suo regno, agli inizi del &lt;/span&gt;&lt;a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;settecento&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, questo sovrano si recasse nei villaggi sotto false spoglie per trovare combattenti da affrontare e misurare così le sue capacità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho iniziato ormai da qualche mese a seguire dei corsi di muay thai.&lt;br /&gt;Dopo il famoso infortunio alla spalla e una carriera da mezzo rugbista stroncata sul nascere.Provo a vedere cosa sono in grado di fare.&lt;br /&gt;Un po' spinto dalle amicizie , un po' da un mia curiosità personale provo a vedere cosa vorrà dire il combattimento nella mia vita.&lt;br /&gt;Spero che oltre ad una palestra pe il fisico si trasformi in una palestra per la mente che aumenti la mia capacità di prendere decisioni importanti in fretta ma allo stesso tempo senza lasciare campo a nessun errore.&lt;br /&gt;Di certo è un ambizione importante ma vedremo cosa succederà!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-2130472677366909572?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/2130472677366909572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=2130472677366909572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/2130472677366909572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/2130472677366909572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/09/inizia-una-nuova-avventura.html' title='Inizia una nuova avventura'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SN-WuyfQAoI/AAAAAAAAAaI/rOpe_zZHG_o/s72-c/muay-thai.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-3037307009609958370</id><published>2008-07-11T02:02:00.000-07:00</published><updated>2008-07-11T02:05:52.558-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cardini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zingari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rom'/><title type='text'>ROM, ZINGARI, GITANI, SINDI, KALI. FATTI E MISFATTI, AVVENTURE E DISAVVENTURE DEI TUAREG D’EUROPA</title><content type='html'>Una voce fuori dal coro , gli zingari tartassati e trattati male dall società europea trovano in cardini un difensore non troppo tenero.&lt;br /&gt;L' integrazione tra la nostra società e quella zingara è impossibile , d' altra parte è ingiusto trattar male questa gente a prescindere, e dunque cosa fare ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“...la dignitad del hombre es&lt;br /&gt;mas alta que el pan,&lt;br /&gt;mas alta que la gloria,&lt;br /&gt;mas alta que la propia supervivencia”&lt;br /&gt;(da un inno cubano in onore di Ho Chi Min)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confessiamocelo: anzi, ammettiamolo; anzi, dichiariamolo; meglio, gridiamolo con tutto il fiato che abbiamo in corpo. Aver la scalogna di abitare vicino a un campo nomadi è una gran seccatura e può anche diventare un pericolo. Gli “zingari” magari non ruberanno sistematicamente i bambini, nè saranno sul serio degli esperti in magia e jettatura. Però è vero che sono sporchi, inopportuni, maleducati, spesso brutti e qualcuno anche cattivo; che sono dei ladruncoli e talvolta dei violenti. D’altronde, chi l’ha mai inventata questa storia che i poveri sono buoni? I poveri in genere sono cattivi o quanto meno incattiviti, perchè la povertà – quando non è quella volontaria di Francesco d’Assisi e di Teresa di Calcutta – è una peste, una maledizione. E poi, non è che loro siano poi così poveri come dicono. Il fatto è che non hanno granchè voglia di lavorare. E insomma, in quanto ospiti – e, dal momento che sono dei nomadi, per definizione ospiti provvisori -, dovrebbero imparare almeno alcune regole-base della convivenza civile, vale a dire “urbana”. Regole igieniche e comportamentali, norme elementari di convivenza. D’altronde pensate, questo è il punto, per la società occidentale moderna, che è sedentaria. Ora, però, la loro identità è quella di nomadi. Vecchio problema: forse uno dei piu antichi del mondo.&lt;br /&gt;Per i sedentari, i nomadi sono sempre brutti, cattivi, superstiziosi, violenti. Per i nomadi, i sedentari sono ricchi, gretti, egoisti, vigliacchi e violenti anche loro. E’ l’antica opposizione tra pastore che deve muovere le greggi almeno per la transumanza stagionale e contadino che deve risiedere di continuo sulla sua terra: Abele versus Caino, Remo versus Romolo. L’antica questione dei valla romani e delle muraglie cinesi erette contro i barbari feroci e misteriosi che vengono dalle profonde lontananze dei deserti e delle steppe. E’ l’opposizione tra i campi aperti e le enclosures, tra gli avidi e bigotti agricoltori che pretendevano di recintare le “loro” terre e i cow boys che avevano bisogno di farci passare attraverso le loro mandrie, di pasturarle, di abbeverarle. Diciamo pure che, a livello mondiale, hanno ormai vinto i sedentari, gli eredi di Caino e di Romolo. Ci avete fatto caso al fatto che, secondo la Bibbia, sono quelli della stirpe di Caino gli inventori delle città e – con Tubalcain - di tutte le piu elaborate tecnologie, dall’arte dei fabbri alla musica. Ci avete mai pensato al fatto che la storia di Caino e Abele e quella di Romolo e Remo si somigliano dannatamente, e che la parte del feroce assassino la fa sempre l’onesto e industrioso agricoltore sedentario?&lt;br /&gt;E qui la faccenda si fa seria e grave per i tempi nostri e per il processo storico dell’umanità presente e futura. Ho detto processo: non progresso. E’ in atto da secoli un sistematico processo di sedentarizzazione dei gruppi etnici nomadi: esso riguarda i kuchi irano-afghani non meno dei beduini tra Israele e Giordania e dei Tuareg del nordovest africano. In passato, c’è chi li ha sterminati senza troppi problemi: pensate a quale ch’è avvenuto con i native Americans nel continente americo-settentrionale e quel ch’è quasi avvenuto in Europa con gli zingari, che i nazisti perseguitavano non tanto come “razza inferiore” e “inquinante” (i loro antropologi sapevano bene che si trattava di gente “aria”, per quanto fingessero di dimenticarsene), quanto come “asociali”. In effetti, in una società come la nostra occidentale – che ormai ha proposto/imposto il suo modello di sviluppo e di convivenza urbana al mondo intero – il nomadismo può essere strutturalmente e “obiettivamente” antisociale, per evidenti ragioni di organizzazione e di attrezzatura del territorio, di convivenza, di educazione dei giovani, di infrastrutture sanitarie, di esigenze logistiche, amministrative, statistiche e fiscali. Ne consegue che, in linea generale, i piu aperti e moderati di noi – magari perfino un po’ “buonisti” – accettano come cosa ovvia che i nomadi, le consuetudini dei quali sono in contrasto obiettivo con la convivenza civile e con le elementari esigenze di sicurezza, “debbano” essere sedentarizzati. Nel loro stesso interesse, “per il loro bene”. Un lavoro, una vera casa, vaccinazione e istruzione obbligatoria per i figli, istruzione, igiene, sicurezza sociale, apprendimento degli “autentici” valori su cui “si fondano” le società e gli stati di diritto.&lt;br /&gt;Il discorso parrebbe filare. Eppure c’e qualcosa che stride, che non torna del tutto. E’ una vecchia storia. Fino a che punto è lecito fare il bene degli altri anche senza o contro la loro volontà, specie quando in realtà è al nostro bene, al nostro interesse, alla nostra tranquillità che in realta noi puntiamo? E non credo esista nessuno, nemmeno il più rigoroso antirelativista, al quale non sia venuto almeno una volta il sospetto che la Verità vera, quella con la V maiuscola, non sia proprio del tutto quella che lui si sente in tasca: che un po’ di verità e di ragione potrebb’essere anche appannaggio degli altri.&lt;br /&gt;Appunto, gli altri: o, come Tzvetan Todorov ci ha insegnato a dire, “l’Altro”. Dopo l’11 settembre 2001, per moltissimi di noi l’Altro – e nell’accezione peggiore del termine – era diventato soprattutto il musulmano. Ma negli ultimi mesi le cose si sono complicate, specie in Europa. E, se si puo discutere se e in che misura l’esser musulmano (cioè portatore di un’identità religiosa) possa esser compatibile con l’essere europeo (portatore quindi di un’identità geostoricoculturale), è un fatto che alcuni tipi di “Altro”, che di recente sono stati accusati di essere magari addirittura “peggiori dei musulmani” (nel medioevo l’esser “peggiore dei saraceni” era contumelia che si rivolgeva sovente agli eretici; e, in Italia, ai ghibellini), sono senza dubbio alcuno degli europei, sia pure provenienti da aree marginali del nostro continente. Per esempio gli albanesi o i rumeni. E magari i rom, che molti hanno l’aria di credere siano dei rumeni chiamati con una specie di nomignolo abbreviato: in fondo è vero che molti rom parlano rumeno e provengono dalla Romania. Omofonie, omonimie, assonanze, “falsi-amici” e via discorrendo. Prendetevi il bel manuale enciclopedico di Michel Malherbe, Les langages de l’humanité (Paris, Laffont, 1995), e fatevi una bella cavalcata lunga 1734 pagine per tutte le lingue del genere umano. Vedrete quante cose divertenti troverete. Una volta un mio buon amico ha fatto sbellicare dalle risate un austero convegno di studiosi castigliani, esordendo col dire di esser molto embarazado a dover parlare in quella solenne sede. Perchè quella parola in spagnolo esiste: ma non significa “imbarazzato”, bensì “incinto”. La parola araba salam, uno dei key-words delle chiavi della cultura musulmana, ci fa sempre un po’ ridere perche ricorda il nostro “salame”; al contrario, essa incute una sorta di arcano rispetto nei finlandesi, che chiamano salama il fulmine.&lt;br /&gt;Con giochetti del genere si potrebbero riempire libri interi: l’essere umano riesce ad esprimere, mettendo in gioco labbra, denti, lingua, trachea, corde vocali e cavità nasale, una settantina di suoni circa: e con essi e stato in grado di costruire migliaia di sistemi linguistico-lessicali, idiomi, dialetti, argots. Numerose dunque omofonie, omonimie e coincidenze talora divertenti. Altre volte, gli equivoci possono essere tanto intricati quanto pericolosi. Ne abbiamo vissuto uno molto di recente.&lt;br /&gt;Nel maggio 2008, abbiamo avuto la per alcuni piacevole, per altri raccapricciante sensazione che la società italiana avesse scovato un altro “Nemico metafisico”, di quelli ai quali in tempi di crisi si addossano tutte le responsabilità delle sciagure che ci capitano. Un altro capro espiatorio. I rom. Un efferato delitto romano, il tentato sequestro di un bambino o qualcosa ch’è stata ritenuta tale a Napoli, e alcune reazioni “spontanee” (?), “della gente”(!), hanno scatenato episodi di caccia all’uomo e di tentativi di linciaggio e d’incendio di campi-nomadi. Ma molti buoni cittadini, davvero tali – la definizione, qui, non è ironica -, non se la sono sentita di condannare del tutto gli episodi d’intolleranza: cittadini stanchi di venir importunati da accattoni, di venir derubati, di non poter tranquillamente uscir di casa o rientrarvi, di non poter parcheggiare senza l’incubo del finestrino sfondato o perfino delle ruote asportate. L’Unione Europea ha richiamato energicamente l’Italia ai suoi doveri d’ospitalità, il governo spagnolo – che non è molto tenero, in casa sua, nei casi di problemi analoghi – ha accusato la “xenofoba” Italia. Oltretutto, questo è un fenomeno intracontinentale, interno all’Unione: lo è anche, e fino a che punto, “intraculturale”? I rom non sono extracomunitari, sono cittadini europei. Ma a renderceli estranei, al di là della lingua, dell’aspetto e dell’abbigliamento, sono le consuetudini e le abitudini connesse con il nomadismo. L’Europa è un mondo di sedentari: può accettare e tollerare, nel suo tessuto sociale e civile, dei “beduini”, dei tuareg? E dovrebbe magari, addirittura, tutelare la loro “cultura”, la loro “diversità”, e giungere a sentirla come un patrimonio comune, una ricchezza? Nonostante la sporcizia, le minacce, le violenze, l’accattonaggio molesto? Oppure dovrebbe imporre ai nostri “zingari” una decorosa e magari pittoresca linfa vita di simpatici giocolieri, di onesti e raffinati forgiatori di lucidi utensili di rame, di magari linde e agghindate chiromanti, in deliziosi accampamenti di carri dipinti a fiori, con bei costumi all’ungherese o all’andalusa, come gli Zigeuner dei film dedicati a Sissi con la giovane Romi Schneider, o come quelli che si vedono nelle operette di Lehar e di Strauss? Sarebbe carino: peccato solo che quegli zingari li non siano mai esistiti; o che si vedano magari solo qua e là, durante la festa delle Saintes-Maries in Camargue, il 24 maggio, o al pellegrinaggio pentecostale del Rocio nella marisma di Huelga in Andalusia, o quando suonano il violino e danzano nei ristoranti di Budapest o eseguono il tablao in quelli di Granada. Ma questo è romanticismo di quint’ordine, e paccottiglia folkloristica per turisti dalla bocca buona.&lt;br /&gt;E allora, siamo seri. Il problema c’è. Molti rom vengono dalla Romania: è un dato di fatto, per quanto tale etnia nomade sia diffusa un po’ dappertutto, soprattutto dalla Russia ai Balcani e anche altrove. Non è facile essere nomadi e portatori di una fiera e complessa cultura nomadica e tribale, in una società sempre più sedentaria e irta di confini e di regole, dove non si può certo sopravvivere allevando cavalli e lavorando il rame. Ormai da almeno tre secoli i rom, presenti in modesti nuclei familiari anche in Europa occidentale, nel Vicino oriente e in America, tengono circhi equestri – ricordate, una quarantina di anni fa, la bellissima Liana Orfei e la sua canzone, Ima sindha, “Sono zingara”? -, fanno i giostrai, vendono amuleti, leggono la mano, rubacchiano. Si spostano di continuo, non mandano i bambini a scuola; una radicata “leggenda urbana”, che in passato essi stessi hanno contribuito ad alimentare, li vuole rapitori e venditori abituali di bambini. E’ buffo che in un mondo nel quale l’ONU segnala la crescita inquietante dei bambini africani e sudamericani venduti con la complicita delle lobbies multinazionali per prelevare loro gli organi da utilizzare nel mercato dei trapianti, la gente non si curi di tale orribile e diffusa pratica e corra invece dietro alle leggende urbane: ma tant’è. Come l’inquietante protagonista de La patente di Pirandello, gli “zingari” sbarcano il lunario sfruttando non solo al loro abilità di borseggiatori e di ladruncoli, ma anche la superstiziosa paura che sanno d’incutere alla “gente per bene” alla quale impongono elemosine, acquisti di brutti portafortuna ed estemporanee sedute di chiromanzia minacciando in caso di rifiuto tremende maledizioni.&lt;br /&gt;Il termine rom significa “semplicemente “essere umano”, o anche “marito”, in alcuni degli idiomi zingareschi: consiglio la consultazione del libro di Giulio Soravia e di Camillo Fochi, Vocabolario sinottico delle lingue zingare parlate in Italia (Roma 1995). La base di tali parlate è una vera e propria lingua del tutto ignorata nel manuale del Malherbe, il romanesh, che non significa nulla che abbia a che fare ne con il rumeno ne con il romanesco – e nemmeno con l’arabo rum, che indica Roma, ma anche la civiltà bizantina e i cristiani di rito orientale o in genere i cristiani d’Oriente (quelli d’Occidente sono faranj, “franchi” -, ma che vuol dire appunto, semplicemente, “lingua degli uomini”. Si tratta, all’origine, di un idioma del gruppo ario nordoccidentale, suddiviso in varie famiglie e privo di una letteratura scritta, per quanto sia ricchissimo di una cultura orale tradizionalmente tramandata. E' ormai piano di parole arabe, persiane, turche, russe e di varie lingue europee: corrispondenti insomma al mondo che questo curioso popolo nomade ha attraversato nei secoli. Provengono dall’India nordoccidentale, soprattutto dal Rajastan, da dove hanno tratto il loro nome di sindi (analogo a “indu”), italianizzato in “sinti” Il sindhi, o urdu, e oggi la lingua parlata in Pakistan; analoga allo hindi parlato nell’India settentrionale e gangetica. A disagio nel rigido e complesso sistema castale indù che li relegava in una bassa e disonorevole condizione, i rom si mossero dalle loro sedi originarie tra V e IX secolo, e procedendo verso ovest attraversarono la Persia, l’Armenia, l’Anatolia e i Balcani, giungendo nell’Europa occidentale ai primi del secolo XV. Avevano desunto il loro nome di “zingari” dal termine greco athinghanos, “eretico”, con il quale i bizantini – che cercarono subito di liberarsene – li designavano guardando con sospetto alla loro religione sincretistica. Ma il termine “tzigano”, corrispondente al francese gitan, al tedesco Zigeuner, al castigliano jitano a ll’inglese gipsy, derivano tutti dal latino egyptiacus in quanto si diffuse presto la notizia ch’essi provenissero dall’Egitto meridionale. Il fatto che essi comparissero proprio nell’Europa del Quattrocento, sconvolta dalle ricorrenti ondate di epidemia di peste, fece si che anche la loro presenza giungesse ad alimentare quella crisi collettiva del nostro continente che aprì la strada alla lunga stagione della “caccia alle streghe” (appunto tra Quattro e inizio del Settecento) e dell’antigiudaismo segnato da provvedimenti restrittivi (già avviati nel medioevo) e dall’istituzione dei ghetti. Lo zingaro si accompagnò alla strega e all’ebreo come figura di quel che Norman Cohn ha potuto definire l’inner enemy, il “nemico interno” dal quale la società occidentale si sentiva minacciata. Interessanti rilievi al riguardo sono verificabili anche nelle pagine con le quali si apre la Storia notturna di Carlo Ginzburg. Giova ricordare che l’età d’oro (si fa per dire) della persecuzione contro le streghe e gli ebrei non fu tanto il buio medioevo quanto il luminoso Rinascimento (un malizioso ha commentato una volta che esso era tale, cioè appunto luminoso, in quanto ben illuminato dalla luce dei frequenti roghi: i cattolici erano specializzati nel bruciare soprattutto gli eretici, mentre il primato dei roghi delle streghe spetta ai riformati, soprattutto calvinisti).&lt;br /&gt;La politica dei vari governi, tendente a sedentarizzare gli zingari e di fatto quindi a deculturalizzarli, non ebbe mai pieno successo. In Spagna ci si riuscì piu o meno: e i jitanos (che non vanno comunque confusi con un altro gruppo, i kali, cosi chiamati dal persiano kpouli, “vagabondo”) si fissarono soprattutto in Andalusia (un povero kali fu insieme con alcuni padri claretiani vittima, nel 1936, d’un spaventoso eccidio perpetrato dalle milizie anarchiche nel 1936 a Barbastro in Aragona: ed è stato santificato insieme con i religiosi); nell’Ungheria del XVIII-XIX secolo la politica di sedentarizzazione non ebbe successo, così come altrove non ne avuta quella analogamente tentata nei confronti di kuchi, “beduini” o tuareg. Nelle terre valacche e moldave, dove sono presenti dal Trecento (e che corrispondono all’attuale Romania), essi furono addirittura ridotti in schiavitù. La loro origine, sicuramente aria, avrebbe dovuto se non altro farli amare – come s’è gia detto - dai nazisti. Macchè: considerati “antisociali”, sparirono a centinaia di migliaia nei Lager: quello di Birkenau era specializzato in tzigani. Ormai sono rimasti forse un paio di milioni di “zingari” in tutto il mondo. Le proporzioni del loro massacro collettivo sono quantitativamente ignote, e sembra che – in questo mondo di continuamente comnclamato “dovere della memoria” – ciò non interessi nessuno. Non meraviglia granchè il fatto che al giorno d’oggi alcuni contorti nipotini dell’antisemitismo nazista, ormai passati per ragioni di opportunismo politico al piu rigoroso filosionismo, riversino sui rom il loro razzismo latente e mai metabolizzato. Un transfert piuttosto lurido: ma interessante sotto il profilo della psicosociologia e dell’analisi delle strategie politiche di basso profilo delle quali il nostro paese in questo periodo abbonda. Del resto, di storie di perbenismo assassino sono pieghe le pieghe delle vicende europee: progetti e tentativi di sterilizzazione o di sottrazione legalizzata dei bambini (“per il loro bene”, naturalmente) sono stati ideati o anche parzialmente attuati in Svizzera, Ungheria, Cecoslovacchia, Bulgaria, Spagna. La ministoria delle infamie organizzate dalla NATO ai danni degli zingari balcanici durante l’aggressione (“umanitaria”) del 1999 alla Serbia, di cui si fece purtroppo complice anche l’Italia, resta in parte ancora da scrivere.&lt;br /&gt;E i rumeni? Non c’entrano nulla: anzi, hanno sempre alquanto maltrattato i rom e si offendono quando vengono ad essi avvicinati a causa dell’omofonia. Il termine “Romania” venne adottato soltanto nel 1862, allorche con il favore delle potenze occidentali le genti di Valacchia, Moldavia, Transilvania, Bucovina e Bessarabia raggiunsero l’unita nazionale e si scelsero il nome del loro prevalente idioma, neolatino, chiamato cosi in omaggio a Roma. Quindi, i concittadini che amano lo sport del pregiudizio xenofobo imparino almeno a distinguer bene tra le varie specie umane che sono intenzionati a perseguitare.&lt;br /&gt;Sul numero 2 del 2008 della rivista “Vita e Pensiero”, Herman Vahramian ha provato a tracciare il profilo de La vera storia degli zingari. Si tratta di sei utili paginette, da meditare. Su “La Repubblica” del 20 maggio 2008 un’interessante intervista ad Alain Touraine, Perche ci sentiamo sempre piu minacciati, traccia un interessante identikit del rapporto tra i tabù del “diverso-da-noi”, il disagio sociale d’un’età d’incipiente crisi come la nostra, il disorientamento d’una “identità” comunitaria della quale fino a pochi anni nessuno da noi si preoccupava (al contrario: si faceva di tutto per distruggerla) mentre oggi è divenuto perfino un luogo comune dichiarar minacciata (come se le identità si potessero veramente minacciare dal di fuori), la difficoltà di cogliere la complessità dei processi sociali di cambiamento. Fra l’altro Touraine, sollecitato dall’intervistatore Fabio Gambaro sul “buonismo” della sinistra e sulla sua costante disposizione a stare sempre “dalla parte dell’Altro”, reagisce in modo sacrosanto, ricordando come in passato, nel nome dei valori dell’illuminismo e del progresso, essa abbia “umanitariamente” giustificato quel colonialismo che la destra giustificava nel nome della volontà di potenza e delle esigenze economiche. Come si batte, quindi, la xenofobia? Discussione, riflessione e approfondimento, risponde Turaine: “consentono di evitare le reazioni irrazionali. Solo così si sfugge alla paura”. Ineccepibile e indispensabile. Ma non sufficiente. Perchè ci sono anche i problemi sociali da risolvere: e ci sono da smascherare i furbastri che da una parte lucrano sulla miseria, dall’altra incitano demagogicamente i poveri a far la guerra ai poveri. Come certi imprenditori italiani, che trasferiscono le loro aziende in Romania sfruttando il lavoro rumeno sottocosto e sottraendo lavoro alla potenziale manodopera italiana, approfittano (magari “al nero”) del lavoro degli immigrati da noi, ma al tempo stesso finanziano i gruppi e i partiti che cavalcano la xenofobia sostenendo che gli immigrati “ci rubano il lavoro”. Approfondiamo il tema degli interessi italiani in Romania, con oltre 25.000 imprese del nostro paese laggiù presenti (in territorio rumeno si stampa in italiano anche il quotidiano “Il gazzettino rumeno” e il settimanale “Sette giorni”): sono coerenti con quello che di solito si definisce o si dovrebbe definire “l’interesse nazionale”? Se sì, quanto e fino a che punto sono stati minacciati dai recenti scoppi di sentimento antirumeno in Italia? E, se no, quanto lavoro sottraggono ai ceti subalterni del nostro paese per aumentare i profitti degli imprenditori e degli azionisti in borsa? Riprendiamo il tema dei moti xenofobi “spontanei” del maggio 2008 in Campania: e chiediamoci che cosa ci fosse dietro alla strana coincidenza del fatto che alcuni campi-nomadi sorgevano su terreni in qualche modo sospetti di poter esser coinvolti in manovre di speculazione edilizia.&lt;br /&gt;Sul piano storico e antropologico, la “questione zingara” e comunque importante e purtroppo non adeguatamente studiata. Chi volesse qualche informazione in più, senza bisogno di ricorrere a pubbblicazioni specialistiche (poche, peraltro), puo rivolgersi ad A. Colocci, Gli zingari. Storia di un popolo errante, Torino 1889 (ristampa anastatica, Bologna s.d.), a F. Cozannet, Gli zingari. Miti e usanze spiritose, tr.it., Milano 1975, a D. Kenrick – G. Puxon, Il destino degli zingari, tr.it, Milano 1975. Ma gli zingari continuano a sfuggirci: è stupefacente, e allarmante, com’essi riescano a non farsi scovare nemmeno dal vaglio implacabile della Storia del folklore in Europa di Giuseppe Cocchiara, un’opera ormai vecchia di oltre mezzo secolo ma dall’erudizione della quale non si può comunque prescindere. Eppure dobbiamo loro tanto: soprattutto nel mondo della musica, e non solo nelle forme del flamenco spagnolo. Senza la musica tzigana – o gitana – sarebbero impensabili un Liszt, un Ciajkowskji, un Rakhmaninov, un Bartok, uno Chopin, un De Falla. Si parla molto di genocidi, al giorno d’oggi: per quanto in realtà si preferisca glissare su alcuni di essi, come se il loro ricordo potesse in qualche modo offuscare la memoria di altri (mentre sarebbe semmai vero il contrario). Ma non si è mai abbastanza attenti alla categoria di etnocidio, cioe di distruzione non già fisica di uomini o di gruppi umani, bensì di culture. Siamo ancora poco attenti a quelli che definiamo i “patrimoni immateriali”: valori linguistici e dialettali, saperi legati alla vita quotidiana e ai modi di produzione superati dal progresso eppure profondamente connessi con l’identità dei popoli e via dicendo.&lt;br /&gt;Ecco: queste considerazioni non spostano nemmeno di un millimetro il fatto che i campi-nomadi siano focolai d’innumerevoli forme di contagio, non meno medico che sociale; e che i rom siano un problema. Però la storia è sempre complessa, e a tutto c’ò sempre una risposta semplice: che è immancabilmente quella sbagliata. La prossima volta che scacciate a male parole il ragazzino rom che cerca di rifilarvi in pizzeria la solita rosa rossa semiavvizita, pensate anche a Liszt e a Nostra Signora del Rocio, insieme a tante altre grandi e piccole cose senza le quali la nostra Europa non sarebbe quella che è . Se così facendo vi accorgete di vergognarvi un pochino, vuol dire che godete moralmente e culturalmente di una discreta salute.&lt;br /&gt;Auguri.&lt;br /&gt;Franco Cardini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.francocardini.net/"&gt;www.francocardini.net&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-3037307009609958370?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/3037307009609958370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=3037307009609958370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3037307009609958370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3037307009609958370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/07/rom-zingari-gitani-sindi-kali-fatti-e.html' title='ROM, ZINGARI, GITANI, SINDI, KALI. FATTI E MISFATTI, AVVENTURE E DISAVVENTURE DEI TUAREG D’EUROPA'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-3262888398022272291</id><published>2008-06-19T02:45:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:27:59.443-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='top ten'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='campionato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='super10'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cavisano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='treviso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rugby'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finale'/><title type='text'>RUGBY: In campionato vince il Calvisano</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nella finale di Super 10 la squadra bresciana batte Treviso 20-3 grazie ai calci di Griffen e le mete di Treloar e Pratichetti. Per il club bresciano è il secondo scudetto dopo il titolo del 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SForUOLIFZI/AAAAAAAAASw/O8flEJ6mA4Q/s1600-h/0K23UBBM--346x212.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213527145036912018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SForUOLIFZI/AAAAAAAAASw/O8flEJ6mA4Q/s320/0K23UBBM--346x212.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I giocatori del Calvisano esultanti dopo la vittoria. Fama&lt;br /&gt;MONZA, 7 giugno 2008 - Rimbalzo giusto o beffardo, non sai mai dove può andare lo scudetto ovale. Anche l’anno scorso, a 10’ dalla fine, Treviso l’aveva praticamente perso, poi si sa com’è andata. Quest’anno, con merito, va a Calvisano. Il 20-3 finale è lo specchio più della stagione che di una gara condotta comunque con sicurezza e personalità, pochi scivoloni e tanti progressi di singoli (Ghiraldini, Garcia, McLean) e squadra. Peccato perché il Benetton alla fine ha perso più la faccia che la finale, chiudendo con due uomini in meno per giallo a Louw e rosso a Goosen nel momento chiave dell’incontro. “Ma non abbiamo e non volevamo vincere per un episodio disciplinare” chiarisce coach Delpoux. E gli 8 mila del Brianteo gli danno ragione.&lt;br /&gt;CONTINUITA’ - Per Calvisano è il secondo titolo dopo quello del 2005, ancora contro Treviso. Nitoglia, Griffen e Purll i superstiti di una squadra che da allora ha perso i due piloni azzurri Castrogiovanni e Perugini per trovare, però, un grandissimo Ghiraldini, 23 anni e già capitano dei gialloneri e della nazionale nei prossimi test match con soli 10 caps all’attivo “Ma i gradi non pesano – sorride alla fine – altrimenti non la vivresti nel modo giusto. Questo è il mio anno incredibile e spero duri ancora molto”. E’ stato lui, alla fine, l’mvp di una finale aperta da Griffen al 14’, chiamato a calciare dalla semifinale dopo gli errori di McLean. Il primo giallo dell’incontro per Antonio Pavanello al 17’, secondo placcaggio sopra la spalla in pochi minuti. Con l’uomo in meno, il Benetton non solo tiene ma comincia a costruire quella trama di gioco che porta a due possibili mete nel finale di tempo.&lt;br /&gt;TMO E REGOLE – E’ al 37’ che entra in azione il tanto discusso Tmo: l’esordio sperimentale della moviola nella semifinale tra Calvisano e Petrarca aveva scatenato l’ira dei veneti per una meta ingiustamente annullata dopo l’utilizzo (errato) del replay. In finale, invece, torna utile per annullare la meta del trevigiano De Jager, che prima tocca la bandierina e poi schiaccia a terra. Fischio giusto quanto paradossale, visto che dal primo agosto con le nuove regole quella bandierina non sarà più lì. Il pubblico capisce, aiutato anche dalla “radio campo”, scatoletta monofrequenza sintonizzata sul microfono dell’arbitro distribuita prima del match. Finisce così il primo tempo, con il tentativo di drop di McLean abbondantemente fuori.&lt;br /&gt;BRUTTO FINALE – Pronti, via e a Griffen (alla fine 4/5 nei piazzati) risponde Goosen: 6-3 al 10’ della ripresa.Treviso cambia quasi tutta la prima linea ma a rompere gli indugi un quarto d’ora più tardi è il Cammi: Ghiraldini va via di potenza e trova in Purll il perfetto assist-man per Treolar. Con la realizzazione di Griffen è 13-3. Il Benetton non reagisce e anzi soffre gli errori di Vidal in touche. Fino al 35’: Louw placca in ritardo Griffen ed è rissa. Di colpi proibiti ne volano molti ma alla fine l’unico cartellino che esce è un giallo per il sudafricano. Goosen, l’uomo-simbolo, non la prende bene e il “Vaffa” all’arbitro è il rosso che chiude il match. Le manone coreografiche del pubblico biancoverde volano in campo come schiaffi ai ragazzi che non hanno saputo – per ultimi – rimediare all’annus horribilis del sport trevigiano: dal basket alla pallavolo, neanche un trofeo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;da www.gazzetta.it&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-3262888398022272291?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/3262888398022272291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=3262888398022272291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3262888398022272291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3262888398022272291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/rugby-in-campionato-vince-il-calvisano.html' title='RUGBY: In campionato vince il Calvisano'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SForUOLIFZI/AAAAAAAAASw/O8flEJ6mA4Q/s72-c/0K23UBBM--346x212.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-3461687537873116903</id><published>2008-06-19T02:32:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:27:59.735-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donadoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='olanda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='toni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='francia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='europei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buffon'/><title type='text'>L'ITALIA ABBATTE LA FRANCIA E RINGRAZIA L'OLANDA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SFooV58l1FI/AAAAAAAAASo/oEGsa7a9DN0/s1600-h/snejder.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213523875432092754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SFooV58l1FI/AAAAAAAAASo/oEGsa7a9DN0/s320/snejder.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'Italia batte la Francia 2 a 0 con una grande prova di forza e di volontà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I francesi esco dall' europeo in maniera rocambolesca, nessuno ci avrebbe scommesso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E qui inizia la sequela dei complimenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Complimenti a Donadoni che ha raccolto la pesante eredità di Lippi e con un colpo al cerchio ed uno alla botte sta facendo andare avanti l'Italia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Complimenti a Toni che ha guadagnato il rigore che ha cambiato la partita ( anche se un' altro goal lo poteva anche fare) &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Complimenti a Pirlo che il rigore lo ha buttato dentro con precisione chirurgica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Complimenti a Buffon che il rigore lo ha parato a Mutu con la Romania.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Complimenti a De Rossi che è maturato e può essere il trascinatore di questa Italia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma soprattutto grazie Olanda che ti sei comportata da galte vincendo con la Romania&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-3461687537873116903?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/3461687537873116903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=3461687537873116903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3461687537873116903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/3461687537873116903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/litalia-abbatte-la-francia-e-ringrazia.html' title='L&apos;ITALIA ABBATTE LA FRANCIA E RINGRAZIA L&apos;OLANDA'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SFooV58l1FI/AAAAAAAAASo/oEGsa7a9DN0/s72-c/snejder.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-8010647847534850095</id><published>2008-06-08T07:00:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:00.031-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chioschino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piazza Savonarola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firenze'/><title type='text'>CHIOSCHINO DI PIAZZA  SAVONAROLA LA GIOVENTU' FIORENTINA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEvnlMHDXRI/AAAAAAAAAO4/TJczHaNDYhs/s1600-h/4.Savon-lfer"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209512020076092690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEvnlMHDXRI/AAAAAAAAAO4/TJczHaNDYhs/s320/4.Savon-lfer" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quest' estate, come un' po tutti gli anni Firenze offre molto poco dal punto di vista dei divertimenti, con il centro sbarrato dalla ZTL notturna , non resta altro da fare che accontentarsi.Per andare a ballare restano punti fissi il meccanò ( forse un'po peggiorato) e il central ( decisamente migliorato).Ma per bere qualcosa? dove andare, ci sarebbe negroni e zoe se non fosse impossibile raggiungerli in macchina.E allora ? dove andare ? sono eterne riunoini per decidere che fare , dove andiamo stasera ? chiede il primo. Ma non saprei? risponde l' altro. Che fare? Savonarola ? E' si ... via allora andiamo .&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Arriviamo in piazza Savonarola, salutiamo i nostri conoscenti, i nostri amici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C' chi prende da bere chi resta a chiaccherare, chi scherza e chi addirittura gioca a pallone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per non parlare di altri effetti divertenti che si possono presentare , c'è chi fuma e c'è chi non contento della solita monotonia promuove risse e scazzottate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma questa è un' altra storia.... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A presto Marco &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-8010647847534850095?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/8010647847534850095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=8010647847534850095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/8010647847534850095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/8010647847534850095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/chioschino-di-piazza-savonarola-la.html' title='CHIOSCHINO DI PIAZZA  SAVONAROLA LA GIOVENTU&apos; FIORENTINA'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEvnlMHDXRI/AAAAAAAAAO4/TJczHaNDYhs/s72-c/4.Savon-lfer' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-837879869871233751</id><published>2008-06-08T06:39:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:00.166-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giuseppe rossi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiorentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corvino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mutu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cessione'/><title type='text'>ZITTI ! vado via .... ormai tutto è deciso.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEvhtasO5pI/AAAAAAAAAOw/-s0Mqi8LcuM/s1600-h/m_Mutu3.jpg"&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209505564359321234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEvhtasO5pI/AAAAAAAAAOw/-s0Mqi8LcuM/s320/m_Mutu3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; Ieri sera mi trovavo, in piazza Savonarola, luogo ormai più abusato di un' estate di noia e di studio. Mi son trovato a parlare con fonti certe che mi hanno rivelato importanti retroscena sull' affare Mutu.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il giocatore vuole assolutamente un ingaggio da 4 milioni l' anno per poter pagare la famigerata multa di 12 milioni rifilatagli dal chelsea.&lt;br /&gt;Ancora manca il processo di appello, ma la Fiorentina vuole stare sicura.&lt;br /&gt;Per le nuove norme UEFA Mutu si potrebbe svincolare dalla società viola il prossimo anno.&lt;br /&gt;Non ce ne dovrebbe essere bisogno se fosse eliminata la condanna , ma non avendo certezze Corvino sembrerebbe intenzionato a vendere il giocatore per una cifra non inferiore a 20 milioni di euro.&lt;br /&gt;In sostituzione potrebbero arrivare Affellay, Pandev, Di Natale o Giuseppe Rossi.&lt;br /&gt;La fiorentina che stava costruendo la squadra stellare per il prossimo anno  si troverebbe ancora una volta alle prese con una cessione importante , la terza dopo Toni e Ujfalusi.&lt;br /&gt;Il fenomeno non dovrebbe più vestire la maglia viola,  anche dopo che i aveva giurato amore eterno.Ci vuole pazienza.&lt;br /&gt;Ma è anche il momento di rivedere le politiche sugli ingaggi dei giocatori , non è possibile perdere tutti i grandi campioni come fossimo una squadra di  seconda fascia. Firenze rivuole il proprio posto, il posto che gli spetta, un posto tra le grandi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-837879869871233751?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/837879869871233751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=837879869871233751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/837879869871233751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/837879869871233751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/zitti-vado-via-ormai-tutto-deciso.html' title='ZITTI ! vado via .... ormai tutto è deciso.'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEvhtasO5pI/AAAAAAAAAOw/-s0Mqi8LcuM/s72-c/m_Mutu3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-851755496761281789</id><published>2008-06-07T04:51:00.001-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:00.326-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Napoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gomorra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camorra'/><title type='text'>GOMORRA, un film che piace alla critica.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEp3cIlZjII/AAAAAAAAAOY/tF-C4yh_WkE/s1600-h/rendercmsfield.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209107244231789698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEp3cIlZjII/AAAAAAAAAOY/tF-C4yh_WkE/s320/rendercmsfield.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Stiamo parlando dell' ultimo film di Garrone, appena uscito nelle sale cinematografiche un introspezione nella società napoletana governata dalla camorra e dalla delinquenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nascere in un rione ,piuttosto che in un altro vuol dire parteggiare per una o per l' altra fazione, vuol dire diventare un delinquente o no. E' difficile opporsi a questo sistema, soprattutto dai giovani che spesso vengono risucchiati dentro senza accorgersi, che spesso non comprendono la gravità dei propri gesti, che li compiono con la leggerezza con cui noi mangiamo o andiamo a letto .&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La vita non ha valore nella Napoli della camorra, gli unici valori sono il rispetto e i soldi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo film rappresenta un giusto spacca di quello che quotidianamente avviene a Napoli, e non si può negare che la storia sia drammatica e triste. Napoli assume il volto di un luogo in cui spesso non si conosce neanche l'italiano, dove si parla in dialetto, la Napoli che tutti conosciamo per il turismo è lontana anni luce.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il film in quanto tale però a me non è sembrato dei migliori lento nello svolgimento e mediocre nella fotografia, purtroppo come al solito in italia in questo campo non si riesce più ad eccelere da molti anni , se non per le dovute eccezioni che però restano tali &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-851755496761281789?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/851755496761281789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=851755496761281789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/851755496761281789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/851755496761281789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/gomorra-un-film-che-piace-alla-critica.html' title='GOMORRA, un film che piace alla critica.'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEp3cIlZjII/AAAAAAAAAOY/tF-C4yh_WkE/s72-c/rendercmsfield.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-6288611352905072933</id><published>2008-06-07T04:16:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:00.529-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiorentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='convocazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mutu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cannavaro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='milan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gamberini'/><title type='text'>CONVOCAZIONI IN NAZIONALE.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEpyFZerBPI/AAAAAAAAAOA/Qwb0lkFC2Mw/s1600-h/06.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209101356071847154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEpyFZerBPI/AAAAAAAAAOA/Qwb0lkFC2Mw/s320/06.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si stanno avvicinando gli Europei, sono già state consegnate le convocazioni , nessun giocatore viola vestirà la maglia azzurra, solo Gamberini è stato ripescato all' ultimo minuto a causa dell' infortunio di Cannavaro. E' un caso particolare ma la fiorentina con ZERO convocati ha in rosa almeno 7 titolari di nazionalità italiana Gamberini, Dainelli, Gobbi, Montolivo, Donadel, Semioli, Pazzini. Ci siamo qualificati al quarto posto davanti anche al Milan che invece di convocati ne ha 3.Certo sono nomi importanti come Pirlo , Gattuso e Ambrosini. In estremis è fortunatamente arrivata la convocazione di Gamberini che avrà il compito di tenere alta la bandiera viola e di rappresentarci ai campionati europei. Anche la Romania ha lo stesso numero di convocati tra i giocatori della Fiorentina: 1, Adrian Mutu. Come al solito veniamo visti come gli ultimi della classe, continuiamo ad essere la squadra di provincia anche se abbiamo intrapereso un percorso per non esserlo più. Speriamo di continuare e poter sbattere la realtàun giorno in faccia a questi signori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-6288611352905072933?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/6288611352905072933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=6288611352905072933' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/6288611352905072933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/6288611352905072933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/perche-tifare-italia-agli-europei.html' title='CONVOCAZIONI IN NAZIONALE.'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEpyFZerBPI/AAAAAAAAAOA/Qwb0lkFC2Mw/s72-c/06.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-2189319604517237805</id><published>2008-06-01T11:33:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:00.710-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='malfad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abbigliamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='magliette'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='felpe'/><title type='text'>MALFAD la marca fiorentina che fa tendenza.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEVsZ8EL1FI/AAAAAAAAAN4/tRWlWAoEu4k/s1600-h/adesivo+giallo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207687737000055890" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEVsZ8EL1FI/AAAAAAAAAN4/tRWlWAoEu4k/s320/adesivo+giallo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nasce da un progetto di alcuni ragazzi fiorentini, l'invenzione di questa marca di abbigliamento MALFAD che ha sicuramente molte possibilità di conquistare il mercato.&lt;br /&gt;Non è certo facile far decollare un progetto del genere ma vi assicuro da quello che si può vedere ci stanno riuscendo benissimo.&lt;br /&gt;Sono andato a visitare il loro sito internet &lt;a href="http://www.malfad.com/"&gt;http://www.malfad.com/&lt;/a&gt; e sono riuscito a scoprire diverse cose molto interessanti.&lt;br /&gt;Certo sono tutti giovani ragazzi ma sicuramente, c'è tanta voglia di fare e tanto estro.&lt;br /&gt;Magliette e felpe divertenti sono all' ordine del giorno e tanta voglia di divertirsi è alla base di questo progetto.&lt;br /&gt;Quindi ragazzi non perdete quest occasione visitate il sito internet e partite per le vacanze seguendo la moda MALFAD.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A presto marco&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-2189319604517237805?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/2189319604517237805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=2189319604517237805' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/2189319604517237805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/2189319604517237805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/06/malfad-la-marca-fiorentina-che-fa.html' title='MALFAD la marca fiorentina che fa tendenza.'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEVsZ8EL1FI/AAAAAAAAAN4/tRWlWAoEu4k/s72-c/adesivo+giallo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-8207213052968202530</id><published>2008-05-30T06:45:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:01.089-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiorentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='campionato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gilardino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vargas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='champions'/><title type='text'>GILARDINO VIOLA, inizia la squadra dei sogni.</title><content type='html'>&lt;div&gt;E' stato ufficializzato l'arrivo in maglia viola di Alberto Gilardino, un grande acquisto 15 milioni di euro, per rendere ancora più grande la Fiorentina. Dopo tre anni al MIlan &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEAG78EL1DI/AAAAAAAAANo/B6tdVz1Sxz8/s1600-h/13857(2540).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206168796046021682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEAG78EL1DI/AAAAAAAAANo/B6tdVz1Sxz8/s320/13857(2540).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;piuttosto deludenti, Alberto rincotra l'allenatore con cui è diventeto grande ai tempi di Parma.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutti entusiasti perchè insieme ad Adrian Mutu quest'anno ci sarà lui.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non dimentichiamoci però anche di Pazzini e Jovetic due ragazzi che non sono propriamente delle riserve, e che sono pronti a combattere per un posto da titolare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per il GILA non sarà facile avere posto in squadra, ma siamo sicuri che lavorerà per questo.Speriamo che il suo violino torni a suonare più dolce di prima.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi è arrivato anche Vargas a rinforzare la formazione viola che insieme a Melo completa i nuovi acquisti viola. Sempre più pronti per affrontare il sogno CHAMPIONS, un sogno che vuol dire molto per tutta la nostra città.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In difesa saltato l'accordo con Barzagli sembrerebbe in arrivo Ferrari , insieme al terzino del lione Revelliere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Possibile che Corvino percorra anche la pista che porta a Comotto. E' sicuramente necessario infatti acquistare un terzino destro per svincolare l'utilizzo di Jorgensen.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206175672288662594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEANMMEL1EI/AAAAAAAAANw/5oKnzVBo5Ns/s400/fiorentina.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo calcio mercato sarà sicuramente spettaccolare e speriamo ci regali ancora qualche bella sorpresa .&lt;/div&gt;&lt;div&gt;AVANTI RAGAZZI.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-8207213052968202530?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/8207213052968202530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=8207213052968202530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/8207213052968202530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/8207213052968202530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/05/gilardino-viola-inizia-la-squadra-dei.html' title='GILARDINO VIOLA, inizia la squadra dei sogni.'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SEAG78EL1DI/AAAAAAAAANo/B6tdVz1Sxz8/s72-c/13857(2540).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-4702828114892977424</id><published>2008-05-22T00:37:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:01.491-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiorentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prandelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='champions'/><title type='text'>UN SOGNO CHIAMATO CHAMPIONS!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SDUmVcEL0xI/AAAAAAAAALY/s9fKt_wpzU4/s1600-h/untitled.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203107094249329426" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SDUmVcEL0xI/AAAAAAAAALY/s9fKt_wpzU4/s400/untitled.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Grazie ragazzi, dopo anni di sofferenze finalmete ci siamo riusciti.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Abbiamo centrato quel fatidico quarto posto che tanto vuol dire per la nostra società, sia in termini economici, ma sopratutto in termini calcistici e di soddisfazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Solo dopo la grande vittoria di Torino, ottenuta contro una scuadra che ha dato il meglio, mi sono finalmente stropicciato gli occhi, non ci credevo. Era tutto vero? Si questa volta si! Non ci saranno penalizzazioni o scandali calciopoli.Questa volta la giocheremo la Champions league.Già quando mi trovai a Verona per Chievo-Fiorentina ebbi questa sensazione di soddisfazione .Ma questa volta devo ammettere è molto più grande. Si perchè dopo essere stati accusati da tutti di aver rubato per restare in serie A, abbiamo cominciato a lavorare e ci siamo messi d'impegno. Siamo stati abbandonati da giocatori importanti come Luca Toni, ma abbiamo continuato ad allenarci. Abbiamo giocato una semifinale di coppa UEFA che abbiamo perso immeritatamente, siamo riusciti a farci superare dal Milan in campionato. Ma la forza di volontà di questo gruppo aiutato dal coraggio e l'astuzia di mister Prandelli hanno fatto si che potessimo rimontare e vincere le due gare con Parma e Torino che ci hanno consegnato la possibilità di giocare questa fantastica coppa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;QUESTE SONO LE VITTORIE PIU' BELLE....&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;....GRAZIE RAGAZZI!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-4702828114892977424?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/4702828114892977424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=4702828114892977424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/4702828114892977424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/4702828114892977424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/05/un-sogno-chiamato-champions.html' title='UN SOGNO CHIAMATO CHAMPIONS!'/><author><name>Marco Conti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01542033486436482880</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SDUmVcEL0xI/AAAAAAAAALY/s9fKt_wpzU4/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6052936494609240958.post-7722422745923758637</id><published>2008-05-21T07:08:00.000-07:00</published><updated>2008-12-08T13:28:01.602-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cardini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='boicottaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tibet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='America'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cina'/><title type='text'>BOICOTTARE LA CINA? NO, GRAZIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SDQuLI_7uEI/AAAAAAAAAJA/er6y806Il8U/s1600-h/China,_Tibet_-_Potala_Palace.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202834238448842818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_paWBL2-by14/SDQuLI_7uEI/AAAAAAAAAJA/er6y806Il8U/s200/China,_Tibet_-_Potala_Palace.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Un interessante punto di vista di un professore dell' università di Firenze , che ci offre una particolare ottica per guardare la situazione cinese e tibetana.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.francocardini.net/images/Cardini%20Franco046copia.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Boicottare la Cina? No, grazie. Assolutamente no. Ipocrita o stupido chi lo chiede. E vi spiego perche.Una premessa. Sono fondatore e Presidente onorario d’una piccola associazione di europeisti patetici, quelli che sognano un’Europa solidale, forte, unita e veramente indipendente: il suo nome e “Identita Europea”, e siamo quattro gatti. Da alcuni lustri denunziamo gli orrori dell’occupazione cinese in Tibet, della quale l’opinione pubblica fino a ieri o quasi non sapeva nulla perche non voleva saperlo. Le informazioni c’erano, il Dalai Lama parlava, le associazioni e i blog umanitari strepitavano. Ma i grandi mass media e l’opinione pubblica, sordi e muti. Come se non si dicesse a loro.Tuttavia la Cina era nell’elenco degli “stati canaglia” diligentemente stilato dalla Superpotenza che tiene aperto il carcere illegale di Guantanamo, e tra i primi in classifica per le esecuzioni capitali, si e opposta alla moratoria alla pena di morte ma si ostina a dar lezioni di moralita e di diritti umani agli altri. Solo recentissimamente il governo Bush, che quanto a gaffes non se ne risparmia proprio nessuna, ha dichiarato di punto in bianco che tutto sommato i cinesi stavano migliorando e potevano esser promossi a una miglior graduatoria sulla loro diligente lavagna dei buoni e dei cattivi. Un capolavoro d’intempestivita: con, diciamolo pure, anche un po’ di scalogna. Perche ventiquattr’ore o giu di li dopo la lieta novella della derubricazione, zacchete, il governo cinese ne ha combinata un’altra: quasi peggio di Tien an-Men. E allora, contrordine my friends: ci si era appena adattati alla Voce del Padrone che diceva che in fondo i cinesi non sono poi cosi male, ma ora giu con gli eroici furori. Anche perche ormai siamo in piena campagna elettorale: e ricordare un po’ a giro che i comunisti mangiano i bambini ramazza voti. Si boicotti la Cina, quindi! Diritti umani e subito, o altrimenti niente commercio e magari niente Olimpiadi! Cosi ragionano gli anticomunisti duri e puri, tra i quali ce ne sono tanti che fino a qualche anno fa erano rossi come il fuoco: quando esserlo pagava.Ma pare proprio che sia il saggio Dalai Lama a essere il primo che non ci sta, a questo inutile, demagogico e autolesionista gioco al massacro. Per piu ragioni.Primo. La storia insegna senza possibilita d’equivoco che i boicottaggi non hanno mai fatto male a nessun governo boicottato: anzi, ottengono che le opinioni pubbliche interne , magari oppositori compresi, si sentono ingiustamente attaccate e fanno quadrato attorno alla loro classe dirigente. E’ successo cosi in Italia nel ’36, in Iraq fra 1991 e 2003, in Iran da quando c’e al governo Ahmedinejad. Piaccia o no, e successo cosi anche a Cuba. Noi vediamo solo la repressione: ma ci sfugge il fatto che c’e anche il consenso; specie in un paese abituato alla disciplina capillare.Secondo. I boicottaggi provocano privazioni e sofferenze inaudite nelle popolazioni (in Iraq, oltre un milione e mezzo d’inutili “morti bianche” per denutrizione e carenza di cure, specie tra i bambini, in dodici anni) ma non scalfiscono quasi per nulla le classi dirigenti e i governi. Vogliamo sul serio abbandonare i tibetani e tutte le altre minoranze soggette a Pechino alla violenza del governo comunista? Allora boicottiamo.Terzo. I boicottaggi si aggirano bellamente, con infiniti trucchi: specie poi quando quello boicottato e un grande paese, con un miliardo di abitanti, molte materie prime, potenti risorse, infiniti interessi e investimenti all’estero. Ci avete fatto caso che negli ultimi mesi la Cina si sta accaparrando pezzi interi del continente africano? Quarto. Si dice che quando ci sono le mareggiate nella Manica, gli inglesi commentano che “il continente e isolato”. Carino, ben trovato: ma e un’illusione, un errore di prospettiva. Cerchiamo di non farlo anche noi. Il subcontinente cinese, immenso, con interessi e rapporti diplomatici innervati in tutto il mondo, boicottato starebbe piu o meno come prima: e se controboicottasse, ce ne accorgeremmo. Ormai, in molti settori, sono la Cina e i cinesi a “tirare”. Da un braccio di ferro con una Cina che si tirasse dietro (e se li tirerebbe) la Russia, l’Iran e una parte dell’Africa e dell’America latina, rischieremmo d’esser noi a uscire economicamente malconci. Specie nell’attuale congiuntura.Quinto, e last, but not least. Vogliamo davvero giocar duro sulla questione morale? E allora, ci siamo mai chiesti quanti paesi dovremmo boicottare per faccende legate alla questione dei diritti umani, a cominciare da alcuni che sono nostri fieri alleati, dagli emirati del Golfo al Pakistan alla Guinea equatoriale? Invece, un modo di colpire la Cina violenta e aggressiva c’e. Ed e proprio quello indicato dal papa e dal Dalai Lama. Accettare il dialogo, ma pretendere chiarezza, trasparenza, cambio di metodi. Pechino prepara la sua vetrina olimpica ed ha una gran paura che qualcuno gliela sfasci a sassate. La cattiva fama, l’indice di tutto il mondo rigorosamente puntato contro, la ferma e severa pretesa da parte della comunita internazionale che quella che sta apprestandosi a divenire una potenza mondiale cambi metodi e registro. Denunziare senza tregua, accusare in maniera stringente e documentata senza stancarsi mai: non dare quartiere a un governo che non aspetta di meglio che il boicottaggio per giocare alla vittima e puntare sull’indignazione del proprio paese contro gli stranieri. esigere un cambio di rotta e programmare, se esso non viene, censure programmate, rigorose e progressive. Far sentire a Pechino che ormai la Grande Muraglia e di vetro trasparente e che il tempo in cui all’interno dei propri confini si poteva far quello che si voleva e finito. Questa musica, la capiranno. Il boicottaggio sarebbe un ridicolo autogol: e i primi a soffrirne sarebbero i tibetani.&lt;br /&gt;Franco Cardini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.francocardini.net/"&gt;http://www.francocardini.net/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6052936494609240958-7722422745923758637?l=marcoconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://marcoconti.blogspot.com/feeds/7722422745923758637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6052936494609240958&amp;postID=7722422745923758637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/7722422745923758637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6052936494609240958/posts/default/7722422745923758637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://marcoconti.blogspot.com/2008/05/boicottare-la-cina-no-grazie.html' title='BOICOTTARE LA CINA? 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